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November 21 la VERITà SULLA STRAGE DI BOLOGNA...Perché lei è certo dell'innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli? «Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche». Scusi, i palestinesi trasportavano l'esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato? «Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: "Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano"». Dopo le esternazioni sulla strage di Ustica "è stato un missile francese non ad impatto" il Sen. Cossiga riapre un altra vecchia ferita italiana, la strage alla stazione di Bologna dandone la sua personale chiave di lettura e scrivendone le sue verità. Invito a riflettere sul fatto che entrambe le "letture" (Bologna e Ustica - responsabilità palestinesi e francesi) di fatto sollevano i libici ed il Col. Ghedaffi da ogni sospetto di coinvolgimento, coinvolgimento invece ipotizzato da più e autorevoli (Sott.Segr. dell'epoca Zamberletti) parti in base a ben determinati (accordo Italia-Malta del 2 agosto giorno della strage di Bologna visto dai libici come "atto di aggressione") motivi. November 15 www.casapound.org"Ringraziamo vivamente il direttore di RaiTre Paolo Ruffini per averci finalmente dato ragione, dimostrando un'onestà intellettuale fuori comune e andando addirittura contro l'operato dei propri dipendenti." A dirlo è Gianluca Iannone, responsabile di Casa Pound e promotore della passeggiata futurista all'interno della sede Rai di via Teulada.
"Il dichiarare ieri in piena trasmissione che dovere del giornalista è quello di fare informazione e che è assurdo far vedere solo una parte e non tutto ciò che si ha a disposizione, è una chiara critica al programma Chi l'ha visto condotto dalla Sciarelli che ha, appunto, tagliato i video a disposizione senza far vedere tutta la documentazione in proprio possesso." ha aggiunto. "Speriamo quindi che dopo quest'apertura fatta dal direttore il programma possa tornare ad essere superpartes facendo vedere il video completo che dimostra l'aggresione ai danni degli studenti organizzata da esponenti della sinistra extraparlamentare e dei Cobas." Antifascisti contro il popolo a FirenzeQuesta mattina, di sabato 15 novembre, i militanti di CasaPound a Firenze hanno approntato un banchetto per la distribuzione gratuita di pane in piazza degli Acciaioli al Galluzzo. Purtroppo è stato impossibile effettuare una distribuzione completa perché i soliti “democratici” antifascisti hanno ritenuto doveroso impedire la distribuzione del pane ritenendola una provocazione gratuita. Ci pare quasi superfluo ribadire che di gratuito nell’iniziativa odierna c’era soltanto il pane in quanto la manifestazione era mirata a richiamare la popolazione fiorentina sul problema del carovita ed a sensibilizzarla al risparmio economico ed energetico in un momento di grave crisi per l’intero Paese. Ma evidentemente per coloro che hanno impedito la distribuzione, che di politico aveva ben poco e di pratico veramente tanto, era più importante impedire che qualcuno del Popolo agisse a favore del Popolo. Forse proprio il fatto che CasaPound li sta scavalcando in iniziative che dovrebbero far parte del DNA della sinistra, la quale ormai però pensa ai diritti di tutti tranne che delle fasce più povere del Popolo. E così non solo ci è stato impedita la distribuzione del pane ma i manifestanti che hanno lanciato contro i militanti di CasaPound intere cassette di cachi hanno dimostrato chi il cibo lo distribuisce alla popolazione e chi invece lo spreca gettandolo addosso a chi si adopera per alleviare i problemi della cittadinanza. Facciamo anche presente che nella loro cieca rabbia i manifestanti “democratici” hanno anche aggredito una ragazza che niente aveva a che vedere con CasaPound, ma che nelle loro menti obnubilate (evidentemente offuscate per motivi a noi ignoti) appariva una “fascista affamatrice del Popolo”. Inoltre si sono sprecate le minacce all’incolumità fisica del sottoscritto e degli altri militanti di CP presenti in piazza. Queste idiote manifestazioni non ci fermeranno di certo, anzi, sono uno stimolo in più proprio per il fatto che questa è stata l’ennesima dimostrazione che, mentre la nostra organizzazione organizza campagne a favore della categorie meno abbienti, la sinistra ormai se ne sta rintanata nelle sedi di partito, nelle case del popolo e nei centri sociali, pronta ad uscire dalla tana solo per questi indispensabili presidi antifascisti: non solo non fanno più niente, ma intendono impedire anche agli altri di agire, nel nome di un non ben chiarito monopolio del “sociale”. Per la cronaca i 100 kg di pane sono stati donati alla mensa della Caritas di via Baracca a Firenze, anche se ci dispiace per tutti quei cittadini del Galluzzo che, venuti a conoscenza nei giorni scorsi dell’iniziativa, avevano prenotato il pane ma non hanno potuto avvicinarsi perché minacciati fisicamente dai dimostranti. Avremo modo di raggiungere queste persone con una successiva distribuzione gratuita nonostante i prodi “difensori” della democrazia in pericolo. Il Responsabile provinciale di CP Firenze Saverio Di Giulio November 10 Intervista a Davide Di Stefano sul Corriere della SeraDavide e la cinghia "Io combattente figlio di una hippy"Gianluca Iannone - Intervista al Secolo d'ItaliaSecolo d'Italia 6/11/2008 - Di Carla Conti Gianluca Iannone, leader di Casa Pound, ne è consapevole. All’area del centro sociale di destra e ai ragazzi del Blocco Studentesco serve un cambio di passo. Subito. Altrimenti si rischia di finire nella trappola degli opposti estremismi. «A Roma abbiamo dato casa a più di cento famiglie, curiamo case famiglia e orfanatrofi, abbiamo in corso da anni progetti solidali in Afghanistan e raccolte di fondi per il popolo Karen, abbiamo librerie in decine di città, organizziamo convegni e incontri aperti a cui hanno partecipato tanti autori di sinistra, contiamo migliaia di militanti. Non possiamo accettare di essere riportati nello schema del gruppuscolo estremista e violento». Il giorno dopo l’irruzione a via Teulada, raccontata dalla sinistra come un blitz teppistico e da “loro”, quelli di Casa Pound, come una protesta eclatante ma non certo illegale, a Casa Pound è scattata l’operazione-recupero, per uscire da uno schema in cui non si ritrovano. In una settimana siete passati dall’immagine di “bravi ragazzi di destra che animano l’Onda studentesca” a quella dei “soliti fascisti”. Forse era meglio evitare certe azioni muscolari. O no? Via Teulada? Se lo avessero fatto i girotondini, li avrebbero intervistati come eroi. Non mi posso rassegnare a questa doppia lettura. Mi dicano qual è il reato. Scavalcare un tornello? Tirare un pomodoro? Stamattina sono andato alla Digos. Mi sono assunto la responsabilità di tutto. Se ci saranno gli estremi, mi prenderò la denuncia. Ma denuncio pure io. Chi vuole denunciare? Tutti i giornali che hanno scritto che i ragazzi portavano il passamontagna. Gli avvocati sono già al lavoro. Mica è la prima querela: due giorni fa abbiamo chiesto i danni a Beppe Grillo, che nel suo blog ha indicato un nostro dirigente come infiltrato della polizia. Non c’è solo il blitz, ci sono anche le telefonate di minacce a “Chi l’ha visto?”. Minacce gravi, inqualificabili, persino contro le famiglie. Condanno. Assolutamente. Roba da idioti. Ho letto che sarebbero partite da Forza Nuova, non so se sia vero. Non è un mistero per nessuno che con quel gruppo non siamo in buoni rapporti. Casi giudiziari a parte, siete consapevoli del rischio politico che state correndo? Dopo quarant’anni, finalmente sembrava ricucito lo strappo del ‘68, persino la sinistra raccontava con simpatia la piazza che gridava “né rossi né neri, solo liberi pensieri”. Adesso rossi e neri sembrano tornati... L’operazione nasce a sinistra. Sono loro a non sopportare l’idea dell’unità generazionale. La provocazione di Piazza Navona è stata studiata a tavolino. Noi cerchiamo di attrezzarci: non ci muoviamo più senza telecamere. Tutto filmato, in presa diretta, tutto accessibile su internet. Chi vuole, può farsi un’opinione di prima mano su chi sono i violenti e chi i soggetti che chiedono il confronto. Al ministero dell’Istruzione, però, ieri il Blocco non c’era. Come mai? Non l’hanno convocato. Ma è prontissimo ad andare e a confrontarsi. Al Senato, nella delegazione di studenti ricevuta prima dell’approvazione della riforma Gelmini, gli studenti del Blocco c’erano. Dirò di più: la “linea” della nostra componente è molto simile a quella espressa da Giorgia Meloni, che a mio avviso ha preso la posizione più matura sul problema: discutiamo i tagli, ma attenti a non toccare il diritto all’istruzione. Come pensate di recuperare questo profilo “dialogante”? Certo, l’immagine vagamente militarizzata non vi aiuta... Non c’è da nasconderlo, serve un cambio di passo. Da due giorni ne stiamo parlando tantissimo, continuamente. Abbiamo capito dove ci vuole portare la sinistra, all’indietro, nelle vecchie logiche degli opposti estremismi. E non ci vogliamo andare. Magari, un pò meno magliette nere... Il nero va di moda. E le nostre magliette vanno fortissimo, le più gettonate sono quelle con la scritta «Io non prendo lezioni» e «Il Blocco studentesca odia gli stupidi». Magari qualche taglio di capelli diverso dalla testa rasata... Stupidaggini. Tantissimi di noi portano i capelli lunghi. E ci sono un sacco di ragazze, altro che stereotipi “machi”. Magari, lasciar perdere i tricolori avvolti nei bastoni... Mah, mi viene da dire “meglio una brutta denuncia che un bel funerale”. Mica penserete che qualcuno cerchi il morto? Beh, quando vedi le facce dei ragazzi cerchiate di rosso su Indymedia, come bersagli, e i rallenty a “Chi l’ha visto?” che mancava solo il sottotitolo “ecco i nemici”, non è che puoi stare tranquillo. Ma così non se ne esce, non crede? Non dico di andare avanti così. Anzi. Il nostro codice espressivo, quello che vogliamo recuperare, è tutt’altro. Sono le azioni per il mutuo sociale con i palloni aerostatici, la manifestazione nella bolla del “Grande Fratello” che un anno fa ci ha portato migliaia di e-mail di apprezzamento e incoraggiamento. Stiamo riflettendo su qualcosa di bello, solare, rifiutiamo di farci schiacciare nei fotogrammi che ci mostrano come una banda di invasati. Qualche anticipazione su questo “qualcosa di bello”? Prima mossa. Una dibattito sull’emergenza abitativa a Roma, in una sala comunale. Ci sarà Luca Gramazio ma abbiamo invitato anche Andrea Alzetta, detto Tarzan. Spero proprio che ci sia, poi vediamo come finiscono gli opposti estremismi... November 09 Ecco il consiglio di Cossiga a Manganelli:“Il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge». Cossiga definisce poi «un grande errore strategico» reagire ad aggressioni e danneggiamenti dei manifestanti con «cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante». «Io aspetterei ancora un po' - dice ancora Cossiga - adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di "Bella ciao", devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uddicendendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno. E il comunicato del Viminale dovrebbe dire - conclude l'ex presidente della Repubblica - che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di 'Hitler! Hitler! (allucinante l'allucinato...). Questo il mio consiglio. Cordialmente Francesco Cossiga» fonte: AdnKronos November 04 Viva l'uomo pelosoSecondo un sondaggio le donne che amano i maschi villosi sono più di quelle che esigono la ceretta. Ed è soprattutto una questione di sesso ed eccitazione. Siete d'accordo?Un vecchio adagio dice: «Donna baffuta sempre piaciuta». Peccato che poi, se una trascura un pochino peli e peletti, si scatena la pubblica riprovazione e il fuggi-fuggi tra gli spasimanti. Gli uomini invece possono tranquillamente coltivare le proprie "piantagioni" e lasciare prosperare foreste d'alto fusto senza che nessuna (o quasi) dica nulla. Anzi, il maschio irsuto sembra incontrare sempre più preferenze. Non solo nell'universo gay, dove l'Orso Paone ha tolto il velo da una realtà affermata, bensì soprattutto in quello femminile: le amanti del vello si moltiplicano. Tanto che un sondaggio online di una società di incontri ha rivelato che vanno di più quelli che "hanno qualcosa attaccato" piuttosto che i cerettati: su 13mila intervistate un terzo predilige un uomo "hairy". Ma cosa ci trovano di bello, le donne, in un compagno peloso? Per molte è qualcosa di simile alla nostalgia dell'infanzia, con il petto villoso che richiama alla memoria gli amati e inseparabili orsacchiotti della culla. Per molte altre, invece, è più banalmente e carnalmente una pulsione sessuale: «Gli amici dicono che ho trovato il mio George allo zoo - rivela Lisa, moglie di un pelosissimo inglese al Sun -, ma quando il suo petto villoso stuzzica il mio, mi eccito da morire. Gli uomini non dovrebbero perdere tempo a farsi la ceretta o radersi, li fanno sembrare ragazzini. Abbasso i setosi, noi li vogliamo setolosi!». Ovviamente il discorso non riguarda solo petto, schiena, gambe e braccia irsute, ma tocca anche barba e capelli. E qui i nuovi look "selvaggi" di Bruce Willis, Jude Law e Colin Farrell fanno strage di cuori. Ma è il "manto" il vero luogo della perdizione. E ancora una volta si finisce a parlare di sesso: «Ogni volta che il mio uomo agita i suoi lunghi capelli e appoggio una mano sul petto villoso, esplodo di piacere», confessa Tatum. «È come essere cullati, è come avvolgersi in una grande pelliccia scura. È così mascolino, così sexy...», aggiunge Lisa. Siete d'accordo? Libero News
Stella hard a 73 anni
November 02 BIRRA vs GNOCCA:1. Una birra è sempre bagnata. La gnocca va incoraggiata. 1 Punto alla birra. 2. Una birra fa schifo servita calda. 1 Punto alla gnocca. 3. Una birra ghiacciata ti soddisfa. 1 Punto alla birra. 4. Se ti ritrovi un pelo nei denti bevendo birra, potresti aver voglia di vomitare. 1 Punto alla gnocca. 5. Se torni a casa puzzando di birra, tua moglie ti rimprovera. Se torni a casa puzzando di gnocca, tua moglie potrebbe lasciarti. * Punteggio pari (dipende dai punti di vista!) 6. Dieci birre in una notte e non puoi più guidare. Dieci gnocche in una notte e non c'è più bisogno di guidare. 1 Punto alla gnocca. 7. Se ti fai una birra in un locale affollato è normale. Se ti fai una gnocca in un locale affollato, diventi un mito. 1 Punto alla gnocca. 8. Se un poliziotto ti sente addosso puzza di birra, potrebbe arrestarti. Se un poliziotto ti sente addosso puzza di gnocca, potrebbe offrirti una birra. 1 Punto alla gnocca. 9. La birra, più è stagionata, meglio è. 1 Punto alla birra. 10. Se ti fai una birra con un preservativo indossato, non senti la differenza di gusto. 1 Punto alla birra. 11. Tanta birra può farti vedere gli ufo. Tanta gnocca può farti vedere Dio. 1 Punto alla gnocca. 12. Se ti chiedi sempre come sarà la prossima gnocca sei normale. Se ti chiedi sempre come sarà la prossima birra, sei alcolizzato. 1 Punto alla gnocca. 13. Strappare l'etichetta da una bottiglia di birra è divertente. Strappare le mutandine a una gnocca è MOLTO più divertente. 1 Punto alla gnocca. 14. Lo stato tassa la birra. 1 Punto alla gnocca. 15. Se ti fai un'altra birra, la prima non s'incazza. 1 Punto alla birra. 16. Sei sempre sicuro di essere il primo ad "aprire" una birra. 1 Punto alla birra. 17. Se fai agitare una birra, dopo un po' si calma da sola. 1 Punto alla birra. 18. Bionda, rossa, bruna o nera, in qualsiasi momento puoi scegliere la birra che vuoi. 1 Punto alla birra. 19. Di una birra, si sa esattamente al centesimo quanto verrà a costare. 1 Punto alla birra. 20. La birra non ha una madre. 1 Punto alla birra. RISULTATO FINALE: BIRRA BATTE GNOCCA! Se sei una donna ed in questo momento ti stai incazzando sappi che una birra non avrebbe rotto le palle se avesse perso questo scontro: un altro punto alla birra!!! October 28 barzellettaSignorina, ma le sembra questo il modo di guidare?"
"Ohh mi scusi!! Sono così sbadata... è la quarta voltache mi fermano, sa? Io sono una ballerina di Canale 5, ho fatto anche i provini per il Grande Fratello..." "Ok, ok, non mi interessa... mi dia la patente!" "Ohh la patente, si... allora...eccola qui..." "No, signorina, quella è la carta d'identità. La patente è rosa, ed è obbligatorio averla, per guidare..." "Uffiii... non faccia così! Che rabbia! Dove l'ho messa?" La bionda rovescia tutta la borsetta sul sedile e comincia cercare... "Eccola! E' questa, vero? Sa, è la quarta voltache mi fermano, stamattina, e... "Si, si, ok. Mi dia la patente, grazie."
Il poliziotto della stradale apre la patente, e dice: "Venusia? Lei si chiama Venusia?" "Siiiii mi ha riconosciuto? Sono la ballerina di Canale 5, ho fatto il Gioco dell'Oca e la Velina.. ." "Ok, ok, mi da il libretto per favore?" "Ohhh mio dio, il libretto... il libretto... eccolo, è questo qui?" "No, signorina Venusia, quello è un depliant di moda, il libretto contiene i dati della macchina che guida..." "Accidenti che nervi, dove l'ho messo? E' la quarta volta che mi fermano stamattina, sa? E' questo qui il libretto?" "Si, è quello... me lo dia..." Il poliziotto prende patente e libretto e si allontana per fare il controllo alla radio. "Pronto Centrale? Ho fermato una bionda, mezza rintontita, con la Porsche , che si chiama... Venusia..." Dalla centrale pronta la risposta:Venusia? Hai fermato Venusia? La ballerina? Quella di Canale 5 "Si, proprio lei, la conoscete? Passo." "Sei il quarto che la ferma stamattina! Quella è fuori di testa! E' troppo stupida!" "Si, beh... me ne sono accorto... e allora?" "Allora devi andare da lei, ti avvicini al finestrino e poi lo tiri fuori!" "Centrale! Ma siete matti? Quella mi denuncia!" "Vai tranquillo, fidati, vai da lei e tiralo fuori... fidati..." Il poliziotto ci pensa su. Non passa nessuno, la signorina è in auto che aspetta. "Ok, centrale, ci provo, ma se mi denuncia..." "Ma cosa dici? E' troppo stupida! Vai, vai!" Il poliziotto si avvicina alla macchina... guarda la ragazza che gli dice: "Perché mi guarda così? Ci sono dei problemi?" Allora il poliziotto, dopo aver sospirato, si slaccia i pantaloni e lo tira fuori. La ragazza: sorpresa: "Oohhh non ci posso credere! Un'altra volta l'etilometro!... Vabbè!" E' la vita!
Soprannomi: A cena fuori: 4 Uomini a cena fuori: anche se il conto è di 80 euro, ognuno tirerà fuori 50 euro e dirà che non ha tagli minori, e non vorrà il resto. Soldi: Bagno: Discussioni: Futuro: Successo: Matrimonio: Vestirsi bene: Naturalezza: Prole: Pensiero del giorno: October 13 Quando il razzismo viene da sinistraE’con profondo disgusto che inoltriamo alcuni passaggi di un intervento dell’ex deputato di colore dei Ds Dacia Valent dal titolo "ITALIANI DI MERDA, ITALIANI BASTARDI" tratto dal suo sito http://www.verbavalent.com/ In questo delirante articolo l’esponente di sinistra definisce gli italiani: “gente di merda e bastardi…. il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto….. un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti….” Excalibur ha sempre condannato il razzismo, in ogni sua forma ed espressione, da quello becero contro gli immigrati a quello storico che ha portato in Europa alla persecuzione ebraica, cristiana prima e hitleriana poi, e in America allo sterminio dei pellirosse e alla reintroduzione della schiavitù. Siamo contro il razzismo perché convinti che ogni persona vada considerata per il suo agire e non per il colore della sua pelle o per il luogo di provenienza. A maggior ragione siamo contro la discriminazione razziale quando ad essere colpiti sono l’Italia e gli italiani, anche quegli italiani che con il loro voto hanno permesso a questo squallido personaggio di sedere in Parlamento e di godere dei privilegi (anche economici) riservati ai deputati italiani. Ci auguriamo che la componente sana della sinistra sappia rigettare con vigore questo intollerabile atto di razzismo, e che lo faccia con la stessa forza e fermezza che dimostra quando a compiere simili atti è la parte avversa. Circolo Culturale Excalibur - Varese12 ottobre 2008 October 06 perle di saggezza...il 70% dei problemi si risolve con "sticazzi" il restante 30% con "vaffanculo" September 22 aviditalia
Sul Fascismo Fini ha il diritto di cambiare opinione...noi di mantenerla.LA STORIA NON SI CELEBRA, SI STUDIA di Gianfredo Ruggiero
Sul Fascismo Fini ha il diritto di cambiare opinione...noi di mantenerla. Per motivi anagrafici non ho conosciuto il Fascismo, ma ho letto molto e più leggevo e più si consolidava in me la convinzione che nella storia, quella ufficiale, quella scritta dai vincitori, non contano i fatti, ma la loro interpretazione e che il giudizio che ne deriva dipende dal colore della lente con la quale la si guarda. Partiamo dal 1943, l'anno delle illusioni. Si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; infine i partigiani che si illusero di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono invece a sostenere l’occupante americano. Tutto ebbe inizio il 25 luglio. Caduta l’ultima illusione di vincere la guerra, arrestato Mussolini, dissolto il regime, allo sbando l’esercito, il timone tornò nelle mani del Re il quale, con l’assenso dei partiti in via di riorganizzazione e l’apporto dei vecchi notabili nel frattempo riesumati, affidò al Maresciallo Badoglio le sorti del nostro Paese. Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e, nel contempo, avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio. L’8 settembre con i tedeschi in casa e senza preoccuparsi della sorte che sarebbe toccata alle nostre truppe, fino a quel momento impegnate a fianco dei tedeschi su tutti i fronti di guerra e su cui si sarebbe abbattuta l’ira di Hitler, arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i camerati divennero nemici e gli invasori alleati. Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che, invece, continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare la furia vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese, e a creare le premesse di quella guerra nella guerra le cui ferite ancora oggi stentano a rimarginarsi. Solo la nascita della Repubblica Sociale Italiana e la ricostituzione di un esercito lealista cui aderirono, secondo uno studio di Silvio Bertoldi (“Soldati a Salò” ed. Rizzoli, Milano 1995) in seicentomila, frenò i propositi di Hitler che aveva previsto il totale smantellamento e trasferimento in Germania del nostro apparato industriale, la deportazione nei campi di lavoro e nelle fabbriche tedesche di tutti gli uomini che si fossero rifiutati di arruolarsi nella Wehrmacht e chissà cos’altro. Le motivazione che spinsero tanti giovani ad entrare nel neo costituito esercito fascista repubblicano furono diverse e non sempre nobili (come spesso accade in questi casi): il rischio di fucilazione per i renitenti alla leva, l’intento di molti militari deportati nei campi di concentramento in Germania di tornare in Italia per poi disertare, la paga e la voglia di protagonismo. Vi aderirono anche fior di criminali, ma la stragrande maggioranza di essi lo fece per riscattare l’onore perduto e per sottrarre l’Italia alla vendetta hitleriana. Questi giovani, uomini e donne, potevano, al pari di molti loro coetanei, aspettare in qualche luogo sicuro che la bufera passasse, oppure andare con partigiani le cui fila s’ingrossavano man mano che i tedeschi si ritiravano e la vittoria alleata si approssimava. Potevano, ma non lo fecero. Preferirono continuare a combattere, in divisa e a volto scoperto, per quel senso dell’onore che oggi, in epoca di consumismo e individualismo, si fatica a comprendere, consapevoli che le sorti del conflitto erano segnate e che difficilmente ne sarebbero usciti indenni (migliaia furono i soldati fascisti fucilati dopo la loro resa o condannati a morte dopo processi sommari, senza contare i massacri indiscriminati e le angherie e gli stupri subiti dalle giovani ausiliarie, come ampiamente documentato nei libri di Gianpaolo Pansa, di Giorgio Pisanò e di Lodovico Ellena, solo per citarne alcuni). Questi sono i fatti, che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare. Con buona pace di quel Gianfranco Fini che dopo aver fatto carriera con i saluti romani, aver inneggiato al Fascismo del duemila e dopo aver definito Mussolini il più grande statista del secolo ce lo ritroviamo oggi, da presidente della Camera e aspirante successore di Berlusconi, a darci lezioni di antifascismo e di democrazia. Di simili maestri non sappiamo che farcene.
Gianfredo Ruggiero (presidente Circolo Excalibur - Varese) Italiani brava gente
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