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5月30日 Certa sinistra e certi giornalisti hanno proprio rotto il cazzo a mettere in mezzo la destra radicale ogni volta che caca un piccione.
glie rode che hanno perso le politiche e roma e cercano in tutti i modi di alzare la tensione con l'unico mezzo che gli è rimasto: gionalisti prezzolati e manifestazioni di compagnucci dei centri sociali...
1) omicidio di verona: x 10 giorni sui giornali non s'è letto altro che sono stati i NAZISKIN, poi non solo si scopre dalle foto che tutti e 4 non hanno un tatuaggio e hanno i capelli + lunghi dei miei ma addirittura si scopre che la causa scatenante della rissa non è politica ma che hanno litigato perchè volevano una canna!!! bhaaaaaaaaaaaaaaaaaa
2) Al pigneto vengono devastati 3 negozi e subito si da la colpa a nazisti incappucciati, raid razzisti, il Comune di roma che si offre di pagare le spese per i danni subiti e giù marce antifasciste... poi si scopre che la politica non c'entra niente, che il bengalese s'era rubato un portafoglio con 500 euro e se ne vantava pure coi suoi compatrioti. a prescinde dal fatto che per me hanno fatto bene a sfasciargli tutto quando questo gli ha pure detto "non ti ridò un cazzo" (così vanno a fare i padroni impuniti a casa loro) visto che deridono (giustamente) la giustizia italiana..... ma porca puttana a compiere il raid non solo c'era un altrro ragazzo di colore ma quello che ha confessato ieri di aver partecipato è pure comunista con tanto di tatuaggio di che guevara!!! ahhahahahhah lo poteva pure dire ai suoi compagni di evitare ste marce beffa!!! il caso umano del comunista che picchia un immigrato! ahahahah
3) alla sapienza 5 di forza nuova vengono aggrediti da 30 compagni (con tanto di mazze)....per fortuna le immagini di una telecamera fissa! altrimenti già era partita fin da subito la tesi che 5 FASCISTI AVEVANO AGGREDITO 30 COMPAGNI (a parte che se così fosse stato io li avrei chiamati Eroi, 5 contro 50), ma non è possibile che questi alla sapienza fanno quello che gli pare (il papa non può parlare, delle foibe non si può parlare ecc. ....democrazia è decidiamo noi di cosa si parla, si parla solo di quello che diciamo noi! belle cose!!! questa è la loro "democrazia"?!? si democrazia comunista che la storia ci ha insegnato molto bene...). Aggrediscono, poi fanno le vittime e denunciano e rimarciano pure!!!(solo quello sanno/gli è rimasto da fare) risultato 4 su 5 di forza nuova arrestati 1 su 30 compagni arrestati (???)
Ma la legittima difesa è punita con gli arresti' vabbè.....
questi erano solo 3 esempi di cronaca IMPARZIALE dei pennivendoli sinistroidi di questo ultimo periodo....
Eravamo insieme al Pigneto,ricorda?
"Contro i fascisti"
Gennaro Migliore,l'ex capogruppo di Rifondazione comunista,ha il volto contrito.Ma ricorda perfettamente.
"La politica vive di precipizi,subisce gli effetti ottici della cronaca quotidiana,devia dietro la luce che l'abbaglia.Ho manifestato credendo a una verita' senza mai sospettare che fosse invece così precaria,debole,malferma".
C'era da andare a manifestare contro i fascisti.
"Un senso automatico di appartenenza ti prende allo stomaco.Le tue gambe vanno dove bisogna esserci.Bisogna.Non si ragiona,non si chiede.Mi sono fidato delle notizie che avevo e ho sbagliato".
Il Pigneto era apparso un'isola colorata,ben integrata,piena di vita sociale.
"Quando abbiamo marciato,lei lo ha visto,ho ascoltato degli slogan che venivano dalla testa del corteo:"Via gli spacciatori".Penso che lì davanti sapessero la verita'".
Che beffa!
"Ma no,e' un insegnamento utile,mi servira'.Cero,mi era parso anomalo che alcuni compagni non ci fossero.Militanti integri,impegnati.Pero' vai a sapere...".
C'erano i centri sociali,nemmeno loro sapevano?
"Sembra di no.Ringrazio Repubblica per aver destrutturato la realta',avercela posta nel modo piu' complesso.Serve.Certo,leggendo la confessione di questo tizio io non colgo alcun carattere antropologico di sinistra".
Poteva almeno lasciare in pace il Che Guevara.
"Un comunista non usa la violenza.Hobbes non gli ha insegnato niente?Solo lo stato ha diritto di esercitare la violenza".
Hobbes a chi?
"E allora segnalo della sua confessione un giudizio marginale ma interessante:"quello schifo dell'isola pedonale".Uno di sinistra non direbbe mai questo di un tratto di strada restituito alla vita collettiva.E coloro che l'hanno seguito cos'altro rappresentano se non il nuovo modello di autogestione della sicurezza?Eccole le ronde.Non saranno di destra,ma ronde sono.Cioe' squadracce".
E l'immigrato spacciatore che sporca,fa pipì in strada?
"In carcere gli spacciatori.Ma chiedo:quante volte la polizia e' passata da quelle parti,quante perquisizioni ha fatto in quei negozi?Quanto disturbo ha arrecato ai delinquenti?".
Pero' e' dura dar ragione ad Alemanno.
"Ho commesso un errore.Lo devo ammettere perche' a me serve questa esperienza per chiedere,magari a Repubblica,che con lo stesso scrupolo indaghi sui fatti di Ponticelli.E dica,per esempio,se la nomade trattenuta nel carcere di Nisida sia imputata o meno del tentativo di sequestro del bimbo,causa scatenante della rivolta.E faccia luce sulla proprieta' dei terreni su cui sorgeva quel campo rom?Si riavvolga la pellicola e si proietti il film dall'inizio".
Perche' chiede ai giornalisti?
"Di questi tempi a chi altri?".
5月29日
'COME A CASALBERTONE: PRIMA AGGREDISCONO, POI FANNO VITTIME'.
(DIRE) Roma, 28 mag. - E' stato espulso dalla Fiamma Tricolore per aver contestato i vertici del partito, che non hanno ancora convocato il congresso: "Espulso dalla Fiamma come Totti fu espulso da Moreno", dice.
Ma Gianluca Iannone, padre spirituale di Casa Pound, non rinuncia a dire la sua sui fatti di ieri in via De Lollis: "Dalla foto rilasciata dalla Questura emerge chiaramente che i 4 ragazzi di Forza Nuova sono stati aggrediti da 30-40 ragazzi con i bastoni; e' la stessa dinamica dei fatti di Casalbertone: i comunisti prima aggrediscono e poi tentano di farsi passare per aggrediti".
Nel luglio dello scorso anno, quando a Casalbertone ci fu un altro scontro tra militanti di estrema destra e di estrema sinistra, Iannone prese una pietrata in testa: "Fummo aggrediti, e loro oggi, nonostante il parere contrario della Digos e dell'allora prefetto Achille Serra, continuano a sostenere la tesi di essere stati vittime: e' il solito meccanismo di criminalizzazione nei nostri confronti".
Per questo Iannone, pur ricordando che "i militanti di Forza Nuova sono molto distanti dal nostro modo di pensare", ribadisce "solidarieta' nei confronti dei militanti aggrediti, ancora una volta vittime dell'arroganza, della prepotenza e dell'impunita' comunista".
5月27日
Che è impossibile mordersi il gomito.
Che la Coca Cola era originariamente verde.
Che è possibile fare salire le scale ad una vacca ma non fargliele scendere.
Che il verso di un'anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa perchè.
Che un coccodrillo non può tirare fuori la lingua.
Che i porci non possono fisicamente guardare il cielo.
Che se tentate di trattenere uno starnuto, potrete causarvi la rottura di una vena nel cervello o nella nuca, e potreste morire.
Che l'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi.
Che ogni re delle carte rappresenta un grande re della storia: Picche: Re David. Fiori: Alessandro Magno. Cuori: Carlomagno. Quadri: GiulioCesare.
Che moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321.
Che in una statua equestre: se il cavallo ha due zampe per aria, la persona sul suo dorso è morta in combattimento, se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzate,la persona è morta in seguito ad una ferita inferta in combattimento, se il cavallo ha le quattro zampe per terra, la persona è morta per cause naturali.
Che il nome Jeep viene dall'abbreviazione usata nell'esercito americano auto per le 'General Purpose' cioè G.P. pronunciato in inglese.
Che è impossibile starnutire con gli occhi aperti.
Che i destri vivono in media nove anni più dei mancini.
Che lo scarafaggio può vivere nove giorni senza la sua testa, prima di morire ... di fame.
Che gli elefanti sono gli unici animali del creato che non possono saltare (per fortuna).
Che una persona normale ride circa 15 volte al giorno.
Che la parola cimitero proviene dal greco koimetirion che significa: dormitorio.
Che nell'antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza il consenso del Re (a meno che non si trattasse di un membro della famiglia reale). Quando la gente voleva un figlio doveva chiedere il permesso al Re, il quale consegnava una targhetta che dovevano appendere fuori dalla porta mentre avevano rapporti. La targhetta diceva Fornication Under Consent of the King (F.U.C.K.). Questa è l'origine della parola.
Che durante la guerra di secessione,quando tornavano le truppe ai loro quartieri senza avere nessun caduto, scrivevano su una grande lavagna 0 Killed (zero morti). Da qui proviene l'espressione O.K. per dire tutto bene.
Che quando i conquistatori inglesi arrivarono in Australia, si spaventarono nel vedere degli strani animali che facevano salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo (gli indigeni australiani erano estremamente pacifici) e cercarono di fare domande con i gesti. Sentendo che l'indigeno diceva sempre Kan Ghu Ru adottarono il vocabolo inglese kangaroo(canguro). I linguisti determinarono dopo ricerche che il significato di quello che gli indigeni volevano dire era 'Non vi capisco.'
Che l'80% delle persone che leggono questo testo hanno cercato di mordersi il gomito!!!!!
CONSIGLIO: Quando il tuo lavoro ti rompe, e sei sull'orlo della depressione,e niente va come vorresti, fai così: uscendo dall'ufficio, fermati in una farmacia compra un termometro rettale johnson and johnson' (solo questa marca). Aprilo e leggi le istruzioni. Troverai questa frase da qualche parte: ogni termometro rettale 'johnson and johnson' è stato personalmente provato nella nostra fabbrica Ora chiudi gli occhi e ripeti ad alta voce per 5 volte: 'sono felice di non lavorare nel reparto controllo di qualità da Johnson and Johnson' !!!! E ORA RIDI!!!
5月18日
La maestra interroga un alunno: su un albero ci sono 4 uccelli, arriva il cacciatore e ne uccide uno: quanti ne rimangono sull'albero? Risponde il bimbo:
nessuno Sig. ra maestra uno muore gli altri tre volano via spaventati. La maestra:
la risposta esatta sarebbe tre
ma mi piace come ragioni.
Si alza un altro bimbo e chiede: Sig. ra maestra su una panchina ci sono tre donne che leccano un gelato: la prima lo lecca dai lati, la seconda lo mette tutto in bocca fino al cono e la terza lo morde sopra: qual è quella sposata secondo lei ? La maestra arrossisce e risponde: immagino sia la seconda che lo prende tutto in bocca. Il bimbo risponde: sbagliato è quella con la fede al dito,
ma mi piace come ragiona.
Un giorno Romano Prodi muore per un improvviso attacco cardiaco e finisce all'inferno. "Non so cosa fare", esordisce il Diavolo, "Sei nel mio elenco ma non ho più posto per te. D'altro canto devi obbligatoriamente stare qui". Dopo averci pensato su, il Diavolo prosegue: "Sai cosa faccio? Ho tre persone che non sono state tanto cattive quanto te. Ne lascerò andare una e tu ne prenderai il posto. Anzi, ti lascio addirittura scegliere quale liberare". A Silvio la proposta sembra accettabile e cosi il Diavolo apre la prima porta.
Li dentro, in una grande piscina, nuota Craxi che si immerge ripetutamente tentando di portare in superficie un immenso tesoro, riemergendo però sempre desolatamente a mani vuote. E si immerge e riemerge, e ancora e ancora. Questo e il suo destino, all'inferno. "No" dice il Cavaliere " non ci siamo, non sono un gran nuotatore e poi a mani vuote non posso restare, non potrei fare questo per l'eternità". Il Diavolo lo conduce nella stanza successiva dove trovano Cossiga, che con un enorme piccone deve frantumare giganteschi massi di pietra durissima; e poi altri ed altri ancora. "No, sai che ho un problema alla spalla, mi farebbe male picconare in continuazione per l'eternita". Il Diavolo apre la terza porta. All'interno, l'ex presidente degli U.S.A. Bill Clinton, sdraiato sul pavimento, con le braccia dietro la nuca e le gambe larghe; china su di lui c'e Monica Lewinsky intenta nell'ormai famosa attività. Prodi osserva incredulo e dopo un po' dice: "Si, si puo fare, vada per questo". "OK" dice il Diavolo "Monica, puoi andare"
Quest'anno sembra andare tutto per il verso giusto...
neanche 5 mesi di questo 2008 e a tirar le somme
lavoro: tutto ok (pure troppo...di lavoro!)
politica: in 15 giorni i comunisti perdono roma e addirittura scompaiono totalmente dal parlamento (manco nei miei sogni + reconditi avrei potuto immaginare un aprile così roseo!). Cmq diamo a cesare quel che è di cesare: sentiti e sinceri ringraziamenti all'artefice di tutta la mia goduria, il mitico WALTER VELTRONI!! Mitico! Il Duce ci mise 2 anni per cacciarli dal parlamento, Walter 4 mesi... è un genio!
basket: primo anno di A e la Sebba che si salva con un mese d'anticipo; la Brigata è stato l'unico gruppo ultras della Terminillo a farsi TUTTE le trasferte, amichevoli estive comprese (more than 15.000 km!!) che vuoi di + dalla vita? A già, Montegranaro che esce ai quarti dei play off...desiderio avveratosi 10 minuti fa! ah ah ah
calcio: la mia lazietta finisce con una vittoria un campionato tranquillo (godicchio), i nostri gemellati interisti vincono lo scudo (godo) ai danni dei nostri cuginastri (godo al quadrato). In più retrocedono le ultime tifoserie compagne di serie A: Parma (godo doppio in quanto va in b anche quel genio di Lucarelli); Empoli ma soprattutto Livorno (avrei qualche idea su dove possano infilarsi le bandane ora...ah ah ah).
vediamo cosa ci prospetta questa seconda parte dell'anno
sono moooolto speranzoso!!!
uauauauauauau >>>>Ecco a voi le 5 verità della vita<<<<
1) non puoi toccarti tutti i denti con la lingua 2) ora tutti i deficienti lo stanno provando 3) la 1° verità è una bugia 4) adesso ti è apparso uno stupido sorriso sulla faccia 5) adesso c'è un deficiente che ride in più sulla terra
5月15日
Durante il Medioevo, quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il medico condotto, il quale, per verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto.
Il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi, quasi sempre l'alluce. Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di 'beccamorto'. Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere. La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio. Verso la fine del medioevo accadde però qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti. Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio; la moglie partorì 4 figlie femmine. Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla propria figlia femmina la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto. Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il morso ma, alla fine, prese una decisione . ..... Nacquero cosi 'Le pompe funebri'. 5月13日 PADOVA - Un operaio di 31 anni è stato aggredito e picchiato da quattro sconosciuti a Padova, all'uscita del centro sociale 'Pedro', dove aveva assistito ad un concerto rap. L'uomo, secondo quanto riporta il Gazzettino, é stato circondato da quattro teppisti che dopo averlo insultato - "mi hanno dato del bastardo", ha raccontato -, è stato colpito più volte con calci e pugni. E' stato ricoverato nell'ospedale cittadino con numerose escoriazioni e contusioni al volto. Le forze dell'ordine stanno cercando di capire se dietro l'aggressione, che ricorda in qualche modo quella in cui a Verona il primo maggio scorso è rimasto vittima Nicola Tommasoli, vi sia una matrice politica. L'operaio vive a Cadoneghe, un comune alle porte di Padova.
5月12日
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| Il comunicato
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| In un momento molto particolare della storia italiana sentiamo la necessità di riunire ed organizzare sul territorio nazionale quelle comunità politiche che da diversi anni vedono nell’esperienza politica e militante di CASAPOUND una forza solida, stabile ed attivissima. Attiva nella promozione di una nuova visione della militanza politica sul territorio e nella promozione di idee e progettualità che hanno riscontrato consensi ed interesse in ogni parte d’Italia. Da diverso tempo ormai, CASAPOUND ha valicato i confini del territorio romano in cui ha visto la luce. Oggi, di fronte alla maturità di una comunità militante italiana sempre più preparata e attiva, abbandona in maniera ufficiale la sua dimensione territoriale per assumere un carattere ed una struttura nazionale. CASAPOUND nacque come soluzione immediata e tangibile all’emergenza abitativa, ma con dentro il cuore l’Italia intera e CASAPOUND ITALIA vuole, quindi, occuparsi politicamente di ogni aspetto della vita nazionale. CASAPOUND ITALIA avrà uno statuto di riferimento, una organizzazione territoriale e un tesseramento nazionale. CASAPOUND ITALIA non è un partito politico, ma una associazione che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio. Progetto e struttura che vogliamo fortemente lontani dalla politica “elettoralistica” che si sveglia un mese prima delle elezioni e si appisola sonnacchiosa il giorno dopo i risultati. Progetto e struttura che vogliamo vivi e presenti in strada ogni giorno al fianco e alla guida di un popolo disorientato, e mai “al servizio”: perché la politica non è servizio, ma direzione, volontà. Progetto e struttura che vogliamo impegnati anche all’interno dei partiti politici di riferimento, nell’incessante attività di renderli snelli, agili, puliti e non “al passo coi tempi”, ma in vantaggio netto di quattro o cinque anni rispetto ad essi. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori notizie ed istruzioni per formalizzare la propria adesione. |
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| Quelli che secondo Fini non sono in discussione
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Questo racconto risale al marzo 1951, San Giorgio di Piano, triangolo rosso della morte.
“Prelevato”, “prelevare”. Ce l'ha buttata nel nostro vocabolario la guerra passata codesta parola disumana. Significava la vendetta della fazione politica vincente. E prelevare un uomo voleva dire farlo scomparire, distruggerlo. Per diversi mesi nell'immediato periodo della “liberazione” in queste zone emiliane ha imperato il lugubre verbo. L'odio di parte e di classe faceva da battistrada. Un uomo con tutti i suoi affetti dietro di sé non contava più niente. Lo si faceva fuori come fosse un vecchio solaio pieno di topi. La destinazione dei prelevati è sempre stata una fossa comune, magari un camminamento o una buca da macero. Nemmeno l'onore della sepoltura. L'odio è purtroppo logico nella sua disumanità. A cinque o sei anni di distanza sono venuti a galla i cadaveri massacrati e buttati alla rinfusa dentro queste fosse comuni senza un segno cristiano sopra. Ben diciassette sono stati i cadaveri ritrovati in una fossa comune presso Argelato. Diciassette prelevati fra cui sette fratelli.
Lo scherno alla madre
San Giorgio di Piano è uno di quei grossi paesi agricoli che insieme ad Argelato, Pieve di Cento e San Pietro in Casale s'incontra a circa metà strada fra Bologna e Ferrara. E' pianura emiliana che beneficiò funestamente dei primi collaudi socialisti e rivoluzionari. L'odio di classe continua a trovarvi una lussureggiante pastura. Nell'immediato periodo del dopo-liberazione in questa zona che giuppersù potrebbe essere ampia quanto la pianta di Roma, per intenderci, i prelevati sono stati 128. Centoventotto persone che una sera furono portate via dalla loro casa e che mai più hanno fatto ritorno. Centoventotto. Fin'ora se ne sono trovati in queste fosse comuni circa una metà. Dell'altra sessantina perfino il mistero della loro morte è cupo. Nella macabra fossa di Argelato, dunque, sono stati rinvenuti diciassette cadaveri buttati alla rinfusa laggiù con un metro di terra addosso. Di questi, ben sette erano fratelli. Sono i fratelli Govoni. La mamma di questi sette figli prelevati vive ancora. (nella foto) Ha passato questi ultimi anni nell'angoscia dell'ignoto destino dei suoi figlioli, nella disperazione. Se non fosse venuta incontro la fede a questa povera madre fiaccata dall'enorme lutto, come avrebbe potuto assistere ai funerali senza maledire i colpevoli? Invece ha invocato il Paradiso per le sue creature ammazzate. Fino a poco tempo fa non usciva di casa. Uscendo, l'avrebbero schernita. “La madre dei prelevati”. Un titolo di orrore. C'era perfino chi le canticchiava bandiera rossa dietro. Ma ricostruiamo l'agonia che l'odio di parte inflisse a questa gente. Di diciassette solo uno porta segni di pallottole. Gli altri hanno tutti ossa spezzate e cranio fracassato. E' tragico ricostruire gli istanti di quella rabbia inumana e cainitica sull'orlo di questa fossa la notte dell'll maggio 1945 quando ignoti sedicenti giustizieri hanno torturato codeste persone, picchiandole con bastoni e spaccando alla fine il cranio forse con colpi di ascia. I sette fratelli Govoni li andarono a prendere uno per uno da casa. Si presentarono alcune persone dal vecchio padre la sera e bussarono alla porta. Giuseppe andò ad aprire e si vide i mitra puntati contro. Marino, Primo, Dino. Perfino l'Ida presero. L'Ida era sposata e stava allattando il figlioletto Sergio. “Venite lo stesso con noi”. Non tornarono più. La mamma, mentre li caricavano sul camion venne fuori con un grosso pane, perchè nel viaggio potessero mangiare un boccone. “E' un breve viaggetto — avevano assicurato gli uomini col mitra a tracolla — abbiamo solamente bisogno di interrogarli per una informazione”. Non tornarono più. Qualche tempo dopo alla madre che disperatamente cercava una pista per onorare almeno il sepolcro dei suoi sette figli dissero tra lo scherno: “Vi occorre, buona donna, un cane da tartufi”. Nella fossa macrabra di Argelato i cadaveri sono ammonticchiati disordinatamente. I carabinieri hanno rovesciato quel metro di terra che copriva tanta disumanità ed hanno intravvisto moncherini legati da filo spinato. Nella solitaria casa dei Govoni è restata solamente l'ultima figliola Maria a consolare la vecchia madre. Maria e il nipotino Sergio che oggi va all'Asilo e non sa che la madre sua la prelevarono una sera mentre l'allattava.
Gli altri
Tra gli altri dieci cadaveri sono stati riconosciuti i quattro Bonora, Giovanni Caliceti, Alberto Bonvicini, Guido Mattioli, Guido Paricaldi e Vinicio Testoni. I quattro Bonora appartengono a tre generazioni: il nonno, il padre, il figlio e un cuginetto. Ivo si chiamava e quando incominciò la guerra giocava ancora a rincorrersi attorno ai pagliai. Li invitarono a presentarsi al comando partigiano per il rinnovo della carta d'identità in quel lontano maggio del 1945. Andarono e da allora ecco qua i loro cadaveri nella fossa macabra di Argelato. Caliceti quando lo vennero a chiamare da casa, andò tranquillamente, perchè sapeva di non aver fatto niente a nessuno. Male non fare e paura non avere, diceva. Malaguti, studente del terz'anno di ingegneria ed ufficiale della guerra di liberazione con gli alleati era appena tornato a casa da una settimana. Sparì. La mamma lo cercava affannosamente. Per sei anni il dolore incerto di questa donna è andato vagando dappertutto. Ecco, suo figlio glielo restituisce questa fossa a pochi chilometri dalla sua casa. I funerali si sono svolti parte a San Giorgio di Piano e parte a Pieve di Cento. Diciassette bare con sopra una fotografia. Centinaia di corone e un corteo senza fine. Si ribellano all'odio venerando i morti. Le saracinesche di tutti i negozi tirate giù spontaneamente. Nessuno ha parlato. Solo i numerosissimi sacerdoti con cotta recitavano i salmi del perdono. All'altro lato del paese, nella stessa ora, era stato organizzato un comizio comunista. Nessuno vi è andato. Nessuno. La lezione dell'odio e di Caino è stata troppo amara ed è ancora troppo recente.
Ora recente non lo è più, ma c'è chi non ha alcuna intenzione di "toccare Caino" e lo preferisce a Dio... |
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| Ovvero: El Alamein il dono incompreso
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| Qualche giorno fa ho appreso la notizia della donazione all'Italia del Sacrario Militare di El Alamein, da parte del Governo della Repubblica Araba d'Egitto. Ho aspettato un po', e forse ho aspettato troppo, ma ieri, 7 maggio 2008, ho deciso che bisognava fare in modo che qualche egiziano sapesse che "qualche italiano" aveva apprezzato. Non potendo materialmente manifestare questo mio sentimento a tutti gli egiziani mi sono deciso a scrivere a Sua Eccellenza l'Ambasciatore dell'Egitto Presso lo Stato Italiano (ROMA - via Salaria, 267) quanto riporto sotto: "Eccellenza, ho avuto notizia tramite gli organi di stampa, della donazione all'Italia del Sacrario Militare di El Alamein, da parte del Governo della Repubblica Araba d'Egitto.E' un gesto di alto significato morale che arricchisce l'Italia e fa onore alla Sua grande Nazione.Solo un Popolo che ha stupito il mondo costruendo le piramidi poteva essere capace di un così delicato dono, un grande segno di amicizia che sicuramente servirà ad unire maggiormente le nostre Patrie. La prego di coglier e i sensi della mia stima e mi permetta di dirLe grazie.Sono un italiano, solo un modesto italiano, ma anche se avessi cariche istituzionali, non penso che potrei fare alcunché per ricambiare quanto di grande e bello avete fatto voi Egiziani per noi Italiani.Spero solo che il Signore Iddio, che conosce le vie del merito e della giustizia, conceda a Lei e al Suo Popolo tutto ciò che il vostro nobile Cuore desidera."Nella redazione della lettera c'è stato un momento nel quale ho avuto problemi a proseguire. Alla Frase "E' un gesto di alto significato morale che arricchisce l'Italia e fa onore alla Sua grande Nazione" ; avrei voluto aggiungere che, purtroppo, era anche un gesto che il mio popolo, avvilito da decenni di miserie morali e capi miserabili, "forse non sarà in grado di apprezzare".El Alamein è il luogo del ricordo e serve di monito agli italiani tutti affinché non vengano dimenticati quelle migliaia di nostri ragazzi che sono rimasti nel deserto, immobili sentinelle di sabbia, a custodire quello che fu il sogno di una Patria più bella, più grande e più nobile.A quei sindaci, ed in particolare ad uno di loro che oggi ha il problema di continuare a mandare i ragazzi delle scuole in gita scolastica ad Auschwitz, vorrei dire che forse è giunto il momento, e gli Egiziani ce ne hanno dato l'occasione, di mandarli in gita d'istruzione e di crescita morale a El Alamein. Vuoi vedere che qualcuno dei nostri giovani, da tale gita, possa trarne insegnamento per iniziare di nuovo a sognare? Invece, si preferirà che i ragazzi delle nostre scuole continuino a sognare l'Egitto per Sharm el Sheik, perseverando nel proporre loro un mondo fatto di discoteche, consumismo sfrenato, facili ed inutili successi.Abbiamo costruito una generazione il cui unico scopo non è fare e servire ma arrivare ed apparire. Il mio ultimo libro, che tra l'altro tratta anche di quella battaglia, è stato dedicato a "mio figlio Matteo e ai suoi amici Francesco Gino, Juriy e Daniele sperando che imparino che nella vita non è necessario vincere, ma è indispensabile combattere e mantenere fede agli impegni del dovere e dell'onore."Non so se servirà, ma ci provo. Avevo sognato un popolo di grandi Italiani. Purtroppo, fino ad oggi ho incontrato solo grandi…Egiziani.
Daniele Lembo Cisterna di Latina (LT) |
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| I precari record: in Spagna un contratto di un'ora e mezza!
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| I nomi dei due vincitori non si conoscono. Rivelarsi, sarebbe per loro troppo pericoloso e troppo umiliante. Potrebbero perdere il pochissimo che hanno, in cambio della compassione o, peggio, dell’ironia di amici e parenti ancora all’oscuro. In Spagna, adesso, è meno traumatizzante confessarsi omosessuali che precari. Figurarsi precari tra i precari: ritireranno, senza applausi né foto ricordo, la loro copia dello Statuto dei lavoratori e un’immaginetta di San Precario, che li protegga e aiuti nella loro ardua carriera. Entrambi celebreranno, in forma privata, la vittoria del concorso indetto dall’organizzazione giovanile di Izquierda Unida, gruppo di ispirazione comunista, tra i lavoratori più provvisori della provincia di Palencia (Castiglia e Leon). Il primo premio per il contratto più corto è stato vinto da un trentacinquenne che ha nel suo curriculum un impiego di un’ora e mezza in una settimana. PREMIATI - Il primo premio per il maggior numero di contratti a termine accumulati in un anno è andato invece a un ventitreenne che è riuscito a firmarne quindici in dodici mesi. La selezione per la giuria non è stata molto faticosa: c’erano quindici candidati al record di brevità del contratto e cinque per la quantità di contratti in un anno. Gli organizzatori però hanno dovuto scartare tutti i partecipanti che non potevano dimostrare la loro precarietà perché lavorano in nero; e assicurano di aver ricevuto la testimonianza di molti altri che pur avendo, per così dire, le carte in regola, hanno preferito non rischiare il furore dei datori di lavoro se si fosse saputo che le usavano per partecipare al concorso. L’iniziativa, spiegano da Izquierda Unida, è servita a far emergere un panorama significativo del precariato nella provincia e anche del lavoro provvisorio e senza contratti: «La maggioranza non denuncia la situazione, per paura di perdere anche quella minima fonte di guadagno». Forse se, invece di una copia dello Statuto dei lavoratori, ci fosse stato in palio un contratto a tempo indeterminato, molti di più avrebbero accettato il rischio. |
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| C'è ancora chi crede che gli zingari rubino addirittura i bambini
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| Una nomade sedicenne è entrata in una abitazione della periferia est di Napoli e ha tentato di rapire una bimba di 6 mesi. Ma la madre si è accorta subito che il seggiolone era vuoto, è uscita ed è riuscita a riprendersi la bambina. La rom è stata arrestata per sequestro di persona e violazione di domicilio. E' accaduto a Ponticelli, dove ci sono stati momenti di grande tensione tra la gente. La sedicenne è stata sottratta dagli agenti alla furia del quartiere. | 5月9日
Adnkronos - Gio 24 Apr - 20.16
Dopo anni di battute spiritose nei film o fra amici, una serissima ricerca conferma: la masturbazione riduce il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.
Il sesso 'fai-da-te' viene infatti in aiuto degli uomini che non hanno regolari rapporti sessuali perché consente di eiaculare frequentemente e di evitare l'accumulo di sostanze cancerogene nella ghiandola.
E' quanto emerge da uno studio di ricercatori del Cancer Council Victoria di Melbourne (Australia), che hanno arruolato mille uomini con questo problema e 1.250 sani, intervistandoli sulle loro abitudini sessuali. L'equipe australiana - riporta New Scientist - chiarisce che, se secondo indagini precedenti l'alto numero di partner o di rapporti intimi è legato a un aumento del pericolo di sviluppare la malattia, questo è dovuto al fatto che gli incontri sessuali con partner diverse espongono al rischio di contrarre patologie che possono 'aprire la strada' al tumore della prosta.
Ecco, dunque, la 'soluzione': masturbandosi le possibilità si azzerano. I benefici maggiori si ottengono soprattutto se le eiaculazioni più frequenti sono avvenute fra i 20 e i 50 anni d'età. E se, soprattutto attorno ai 20 anni, si è ricorsi all'autoerotismo almeno cinque volte a settimana, il pericolo di cancro si riduce di un terzo. "L'effetto è simile a quello benefico dell'allattamento al seno - sottolinea Graham Giles, a capo della ricerca - che consente di ridurre le chance di tumore della mammella. La masturbazione fa parte della vita di tutti noi, e dopo questi risultati gli uomini possono solo essere spronati a praticarla". 5月7日
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| Truffa sulla portabilità dei mutui. Le banche hanno incassato un illecito lucro di 6 miliardi di euro a spese di 3,2 milioni di famiglie. L'Abi ha agito indisturbata protetta da Draghi, che si è limitato a una lettera di rimprovero.
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| I richiami del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, sulla portabilità dei mutui non sono che "fumo negli occhi per gli allocchi", se non saranno "accompagnati da dure sanzioni e da congrui risarcimenti dei danni a favore di 3,2 milioni di famiglie, prima rovinate dai tassi variabili imposti dalle banche, poi frodate da una scandalosa e reiterata violazione di legge". Ad Adusbef e Federconsumatori l'intervento di palazzo Koch appare ancora insufficiente e, in una nota, affermano che il governatore "non può credere di lavarsi la coscienza con una missiva, ma deve inviare immediate ispezioni tese a quantificare con un monitoraggio le illegalità ed i comportamenti truffaldini e fraudolenti che hanno arrecato gravissimo nocumento a milioni di famiglie". Adusbef e Federconsumatori inoltre, conclude il comunicato, "non si fidano affatto delle promesse da marinaio dell'Abi, che da 22 mesi assicura incentivi alla portabilità, che nessuno ha visto". |
5月6日
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Sabato 10 maggio dalle ore 16 concerto contro lo sgombero di Casapound Latina
Inizia un nuovo periodo caldo per Casapound, l'occupazione di Viale XVIII Dicembre a Latina. Proprio per il mese di maggio è infatti prevista la scadenza della proroga concessa ai ragazzi dal Tribunale di Latina e quindi si avvicina la data dello sfratto. Ma i ragazzi non ci stanno e sabato 10 maggio hanno organizzato un concerto dal nome molto eloquente "No allo sgombero", riferito ovviamente al provvedimento che rischia di rendere vani gli sforzi dei giovani che dal 29 dicembre del 2006 hanno occupato lo stabile sottraendolo al degrado per restiturlo ai cittadini. "Non ce ne andremo- afferma Savaresi- in questo anno e mezzo di occupazione Casapound ha fornito ai cittadini del quartiere e non, i più svariati servizi nonchè forme di aggregazione sociale tramite attività apprezzate e riconosciute da tutti. Sia i ragazzi, che le persone adulte hanno trovato in Casapound luogo di aggregazione. Voglio ricordare ad esempio il cineforum, il torneo di carte, i convegni, le presentazioni di libri, il torneo di playstation ed il torneo di biliardino. Attività molto semplici-continua Savaresi- ma che hanno avuto forti riscontri da parte della cittadinanza, probabilmente perchè nessuno ormai offrè attività di svago e non solo ai cittadini. Ci tengo molto a sottolineare inoltre che all'interno di Casapound vivono ancora molte persone in emergenza abitativa, ma trovano sede qui anche i mezzi della Protezione Civile del gruppo G.S.P. . Quello del 10 maggio- spiega Savaresi- non è un semplice concerto, ma un vero e proprio grido di ribellione di tutte le comunità politiche italiane che saranno presenti sabato per urlare in faccia a tutti che un Tribunale non può e non potrà mai processare le nostre idee ed il nostro impegno. E il 10 maggio dimostreremo per l'ennesima volta che la nostra voglia di fare è più forte di palazzinari, speculatori e chiunque altro. |
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| Un omaggio a ventisette anni dal martirio del giovane irlandese
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| Era il cinque maggio del 1981, quando, tra le tristi mura di una prigione, si spengeva la vita di Bobby Sands, nell’imminenza del sessantottesimo giorno di sciopero della fame, indetto da lui e dai suoi militanti, in segno di protesta contro le disumane condizioni di detenzione carceraria cui erano costretti. In quei tristi giorni, che videro in sequenza le successive morti di tutti gli altri suoi camerati dell’Ira-provisionals, l’ala autonoma dell’Ira, ormai spezzata dall’interno e divisa tra loro e gli officials (la dirigenza del movimento indipendentista), il pianeta intero si fermò commosso, quasi a ricordarsi di quel giovane, in un secondo di riflessione, tra una frenesia e l’altra di quella che si apprestava a delinearsi come la decade più disimpegnata e cinica degli ultimi decenni della nostra storia. Come se millenni di tradizione e secoli di lotta, di reazione ai soprusi e al torbido colonialismo monarchico, fossero stati dimenticati da tutti: ‘ragazzacci eversivi che non avevano nulla da fare, quegli irlandesi…’ possiamo immaginare i frasari e i giudizi dei commentatori liberal e radical di ogni luogo. Il cittadino/consumatore medio, suddito in una plutocrazia usurocrate occidentale, liberalborghese, che si rispetti, non può non esprimere il suo giudizio libero nella parvenza, ma nella realtà inculcato quasi invisibilmente dalle armi del padrone: armi infallibili e impietose come i mass media, l’educazione mediatica e la pubblicità. Nato e creciuto tra i presidi militari, in una terra, storicamente occupata dalle truppe britanniche, e colonizzata sin dai primi vagiti dell’anno mille, Bobby era un ragazzo, semplice, amico di tutti e molto gioviale. Lo stato di cose, l’arroganza degli orange (dei filo britannici), la vile prepotenza dei militari, le disposizioni speciali, le risse e gli atti di intolleranza etnica e religiosa, lo portarono col tempo a capire che non poteva esistere un’Irlanda così, non poteva esistere una terra, nata libera, ma resa schiava, in cui diventava pericoloso anche uscire di casa. Non era giusto: non stiamo qui a disquisire o a prendere difese del cattolicesimo, che, in ultima istanza è probabilmente e paradossalmente il primo vero responsabile del disastro e della frammentazione dell’Europa, sempre più indebolita, sin dal medioevo, da contrasti nazionali e regionali, creati più o meno spontaneamente dalla chiesa. Quello che sappiamo è che Bobby e la sua famiglia erano irlandesi e cattolici, come molti altri irlandesi del nord, e che solo per questo, non erano visti di buon occhio. Ciò che si nascondeva dietro un velo di religiosità, era in realtà un sentimento che andava a finire nell’aspetto politico, e che trascinava a sé ruggini ed odio feroce da almeno sei secoli: l’indipendenza dell’Irlanda, quale nazione autonomamente determinata, forte di etnia (celtico-gaelica) e lingua (gaelica) sue legittime, era stata ottenuta con il sangue, solo parzialmente. L’arroganza della corona britannica, tradizionalmente sanguinaria e assassina, non aveva fine, e fino all’ultimo si protraeva in una situazione che aveva del grottesco. Tuttora le sei contee dell’Ulster che compongono la cosiddetta Irlanda del Nord, sono sotto scacco britannico. La patria Irlandese, la Frontiera Selvaggia (la Wild Frontier, che ci descriveva proprio negli anni ottanta il grandioso chitarrista Gary Moore, attraverso le sue note suggestive), l’isola verde, che tanto ha dato e tanto deve ancora dare in termini di storie, saghe, miti e leggende sempre in qualche maniera intersecati con la realtà, ancora piange e reclama orgogliosa la sua personale libertà. Una libertà mai concessa, e sempre osteggiata, e non solo negli anni duri della repressione tatcheriana, ma anche in quelli più mesti e parimenti dolorosi delle apparenti distensioni laburiste. Il sacrificio indipendentista di Bobby Sands non va dimenticato, e a ventisette anni dalla sua epifania, non può e non deve assolutamente scalfire la sua enorme portata etica: valori come la nazione, la famiglia, la comunità, l’appartenenza, l’identità si vanno via, via spegnendo tra le nuove generazioni, vittime del cancro internazionalista e capitalista, mercificatore di anime e di spiriti che da ribelli diventano schiavi, se non lo erano già. Il ricordo di eroi e martiri come Bobby Sands potrebbero aiutare a riequilibrare le nostre più autentiche percezioni esistenziali, a renderci nuovamente consapevoli di un sentimento antico ma rivolto al futuro, fatto di ragione ed emozione, slancio e gerarchia, fermezza e dinamismo… Un pò per non morire, vivendo in ginocchio…
Comunità Militante Perugia – Associazione Culturale Tyr |
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| Odio razziale, violenze e stupri nel carcere speciale del paradiso mancato del Vicino Oriente
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Non ha un nome ma soltanto un numero di identificazione: 1391. Si trova in una località nella parte centrale del paese, non lontano da una superstrada. Di più non si sa, o meglio, non è consentito riferire altri particolari perché ufficialmente la prigione 1391 non esiste. Non è segnata neppure sulle mappe ufficiali di Israele. Le foto scattate da satelliti e aerei nel punto dove è situata la prigione mostrano solo un puntino bianco. E' la "Guantanamo" di Israele, un carcere di massima sicurezza rimasto segreto per una ventina di anni di cui persino ex ministri e alti ufficiali ignoravano l'esistenza, o almeno così sostengono. A svelare questo segreto che apre un nuovo inquietante capitolo sulla violazione dei diritti umani nello stato che si definisce l'unica democrazia del Medioriente, è stato il più autorevole dei quotidiani israeliani, Haaretz. Nei giorni scorsi Haaretz ha pubblicato la prima parte di un lungo e dettagliato servizio firmato dal giornalista Aviv Lavie che per professionalità e coraggio dimostrato merita un plauso. Dell'esistenza di questa prigione era all'oscuro, ad esempio, l'ex ministro della giustizia (ai tempi di Yitzhak Rabin) David Libai. Un altro ex ministro della giustizia, Dan Meridor, invece ha ammesso di aver sempre saputo della 1391 ma di non averla mai visitata. Nei giorni scorsi la parlamentare del Meretz (sinistra sionista) Zahava Gal-On ha chiesto di poter entrare nella prigione ma non è stata ancora autorizzata. "I detenuti, tenuti bendati e ammanettati in celle buie, non sanno dove si trovano, non possono ricevere visite", ha scritto Lavie nel suo servizio sottolineando che persino la Croce rossa internazionale non ha accesso in questo luogo segreto in violazione di accordi internazionali. Nel carcere di massima sicurezza 1391, situato al centro di una base militare dell'esercito israeliano, i prigionieri vivono in celle di 2,5x2,5 metri. Solo i personaggi "illustri" hanno diritto a più spazio (2,5x4 metri). Le celle di isolamento invece sono grandi non più di 1,5x1,5 metri. I gabinetti sono un lusso, un buco nel pavimento è il water migliore che il carcere può offrire. I detenuti ogni giorno hanno diritto ad un'ora all'aria aperta. Il resto del tempo lo passano in locali senza finestre e con la luce artificiale. I pasti sono simili a quelli dei soldati di guardia. Tre volte al giorno un militare bussa alla porta delle celle, i detenuti si coprono il capo e il volto con un sacco e alzano le mani verso l'alto, poi ricevono il cibo. Gli interrogatori sono durissimi e affidati a uomini dell'intelligence militare (la famigerata unità 504 che in passato ha operato soprattutto in Libano) anche se lo Shin Bet (il servizio segreto interno) ha fatto ampio uso di questo carcere segreto da quando è cominciata la nuova Intifada. Le testimonianze raccolte da Lavie tra alcuni dei soldati che hanno prestato servizio nella prigione 1391, confermano abusi e torture. Ma chi sono i prigionieri? Questo è uno degli interrogativi ai quali il servizio pubblicato da Haaretz risponde solo in parte. Non è ben chiaro chi siano i palestinesi che vi sono rinchiusi, forse sono i capi di cellule armate arrestati nei Territori occupati nei tre anni di Intifada. ? certo invece che la prigione 1391 ha ospitato e ospita ancora prigionieri libanesi, in particolare lo sceicco Abdel Karim Obeid e l'ex comandante militare sciita Mustafa Dirani. Entrambi sono stati rapiti in Libano rispettivamente nel 1989 e nel 1994 allo scopo di ottenere, in cambio della loro liberazione, informazioni sulla sorte o il rilascio di soldati israeliani scomparsi in azione, a cominciare dal pilota navigatore Ron Arad. Obeid, un leader spirituale con grande seguito tra gli sciiti libanesi, ha lasciato la sua cella la prima volta dopo 13 anni per ragioni di salute e per ascoltare le decisioni della Corte suprema sulla sua richiesta di scarcerazione (respinta). A far compagnia a Obeid è stato per ben 11 anni Hashim Fahaf, un giovane che si trovava per caso nella abitazione dello sceicco la sera del suo rapimento e che per ritornare a casa (assieme ad altri 18 libanesi mai processati) ha dovuto aspettare 11 anni e una sentenza della Corte suprema israeliana. Dirani e Obeid non sono più nella 1391. Si trovano ora nella prigione di Ashmoret, nei pressi di Kfar Yona a nord di Tel Aviv. La vicenda di Dirani, in modo particolare, ha superato il livello politico e diplomatico per diventare uno dei casi più gravi di violazione di diritti umani e abusi gravissimi subiti da un detenuto in Israele. Dirani ha accusato uno degli ufficiali responsabili degli interrogatori, noto con il nome di George, di averlo fatto violentare da un soldato e di averlo torturato ferocemente fino ad arrivare al punto da inserirgli un bastone nel retto. George ha respinto queste accuse ma diversi soldati che hanno prestato servizio nella prigione segreta hanno riferito che era pratica comune costringere i prigionieri a spogliarsi e minacciarli di violenze sessuali. Della vicenda si sta ora occupando la magistratura israeliana. George comunque è stato costretto a lasciare l'esercito. Una "punizione" che i suoi commilitoni, ha scritto Haaretz, hanno giudicato "eccessiva" poiché "non è giusto" che a pagare sia soltanto una persona per ciò che hanno pianificato e messo in atto molti altri. |
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