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日志


12月29日

Storiellina della "buona notte"


D: Papà, perché abbiamo attaccato l'Iraq?
R: Perché avevano armi di distruzione di massa.
D: Ma gli ispettori non hanno trovato armi di distruzione di massa...
R: Perché gli iracheni le avevano nascoste.
D: È per questo che abbiamo invaso l'Iraq?
R: Sì. Le invasioni funzionano sempre meglio delle ispezioni.
D: Ma anche dopo che li abbiamo invasi non abbiamo trovato armi di distruzione di massa, non è così?
R: Perché le armi erano nascoste molto bene. Non ti preoccupare, vedrai che troveremo qualcosa. Probabilmente prima delle elezioni del 2004.
D: Perché l'Iraq voleva avere tutte quelle armi di distruzione di massa?
R: Per usarle in guerra, sciocchina.
D: Non capisco. Se possedevano tutte quelle armi per utilizzarle in guerra, perché non le hanno usate quando li abbiamo attaccati?
R: Perché non volevano che gli altri sapessero che le possedevano, così hanno deciso di morire a migliaia piuttosto che difendersi.
D: Ma non ha senso. Perché hanno scelto di morire se avevano quelle armi potenti per combatterci?
R: La loro è una cultura diversa dalla nostra. Non è detto che abbia una logica per noi.
D: Non so cosa ne pensi tu, ma io non credo che avessero davvero quelle armi, come invece dice il nostro Governo.
R: Beh, sai, non è importante che avessero o meno quelle armi. Avevamo altri buoni motivi per invaderli.
D: E quali?
R: Anche se l'Iraq non avesse avuto le armi di distruzione di massa, un altro buon motivo per invaderlo era che Saddam Hussein era un dittatore crudele.
D: Perché? Cosa fa un dittatore crudele che giustifichi il fatto di invadere il suo Paese?
R: Beh, per esempio, tortura il suo stesso popolo.
D: Come succede in Cina?
R: Non paragonare la Cina all'Iraq. La Cina è un ottimo partner economico, dove milioni di persone lavorano per salari da schiavi per far arricchire le aziende americane.
D: Vediamo, se un Paese lascia che il suo popolo venga sfruttato per il profitto di aziende statunitensi, è un Paese buono anche se tortura la propria gente?
R: Esatto.
D: Perché le persone venivano torturate in Iraq?
R: Principalmente per reati politici, come, ad esempio, criticare il Governo. Chi criticava il Governo in Iraq veniva messo in prigione e torturato.
D: E non succede la stessa cosa in Cina?
R: Ti ho già detto che la Cina è differente.
D: Qual è la differenza tra la Cina e l'Iraq?
R: Beh, per esempio, l'Iraq era governato dal partito Ba'ath, mentre la Cina dai comunisti.
D: Ma non mi hai detto una volta che i comunisti erano cattivi?
R: No, solo i comunisti cubani sono cattivi.
D: E perché i comunisti cubani sono cattivi?
R: Beh, per esempio, le persone che a Cuba criticano il Governo vengono imprigionate e torturate.
D: Come in Iraq?
R: Esattamente.
D: E come in Cina?
R: Ti ho già detto che la Cina è un partner economico, mentre Cuba non lo è.
D: E come mai Cuba non è un buon partner economico?
R: Beh, vedi, negli anni sessanta il nostro Governo ha varato delle leggi che vietavano di fare affari con Cuba fino a che non avessero sostituito il loro regime comunista con un sistema capitalista come il nostro.
D: Ma se cambiassimo quelle leggi, aprissimo il commercio con Cuba e cominciassimo a fare affari con loro, non aiuteremmo in questo modo i cubani a diventare capitalisti?
R: Sei proprio una perfetta asinella.
D: Non pensavo di esserlo.
R: Comunque, non hanno nemmeno la libertà di religione a Cuba.
D: Come in Cina con il movimento Falun Gong?
R: Ti ho già detto di smetterla di dire brutte cose sulla Cina. In ogni caso, Saddam Hussein è salito al potere con un colpo di Stato e quindi non era il legittimo capo dell'Iraq. In nessun modo.
D: Che cos'è un colpo di Stato?
R: È quando un generale prende il comando di un Paese con la forza, invece di indire libere elezioni come facciamo noi negli Stati Uniti.
D: Ma, scusa, chi governa il Pakistan non è salito al potere con un colpo di Stato?
R: Intendi il generale Pervez Musharraf? Sì, effettivamente sì, ma il Pakistan è nostro amico.
D: Come fa il Pakistan a essere nostro amico se il suo leader non è legittimato?
R: Non ho mai detto che Pervez Musharraf non è legittimato.
D: Non hai appena detto che un generale militare che prende il potere con la forza spodestando il legittimo Governo di una nazione, è un leader non legittimato?
R: Soltanto Saddam Hussein. Pervez Musharraf è un nostro amico perché ci ha aiutato a invadere l'Afghanistan.
D: Perché abbiamo invaso l'Afghanistan?
R: Per quello che hanno fatto l'11 settembre.
D: Cos'ha fatto l'Afghanistan l'11 settembre?
R: Beh, l'11 settembre 19 uomini, 15 dei quali sauditi, dirottarono 4
aeroplani e ne lanciarono 3 contro dei palazzi a New York e Washington, uccidendo 3.000 persone innocenti.
D: E cosa c'entra l'Afghanistan in tutto questo?
R: È in Afghanistan che quegli uomini cattivi si erano addestrati, sotto l'oppressivo regime dei talebani.
D: Ma i talebani non erano quei musulmani cattivi ed estremisti che tagliavano la testa e le mani della gente?
R: Sì, proprio loro. Non solo tagliavano la testa e le mani alla gente, ma opprimevano anche le donne.
D: Scusa, ma il Governo Bush non diede 43 milioni di dollari ai talebani nel maggio del 2001?
R: Sì, ma quei soldi erano una ricompensa per il loro ottimo lavoro di repressione contro la droga.
D: Repressione contro la droga?
R: Sì, i talebani sono stati molto efficaci nell'impedire ai contadini di coltivare l'oppio.
D: E come ci sono riusciti?
R: Semplice. Se i contadini continuavano a coltivare l'oppio, i talebani gli tagliavano la testa e le mani.
D: Allora, quando i talebani tagliavano la testa e le mani a quelli che piantavano i papaveri andava bene, ma se glielie tagliavano per altri motivi, no?
R: Sì. Per noi va bene se i fondamentalisti islamici tagliano testa e mani di quelli che piantano i fiori, ma troviamo terribilmente crudele se li tagliano a chi ruba il pane.
D: Ma non tagliano la testa e le mani alla gente anche in Arabia Saudita?
R: È diverso. L'Afghanistan era governato da patriarchi tiranni che opprimevano le donne e le costringevano a indossare il burqa in pubblico e quelle che si rifiutavano le lapidavano a morte.
D: Ma anche le donne saudite indossano il burqa in pubblico, o no?
R: No, le donne saudite portano un mantello islamico tradizionale.
D: Qual è la differenza?
R: Il mantello islamico tradizionale che portano le donne saudite è un modesto capo di vestiario che copre tutto il corpo eccetto gli occhi e le dita. Il burqa, invece, è un malefico emblema dell'oppressione patriarcale
che copre tutto il corpo tranne gli occhi e le dita.
D: Sembrano la stessa cosa con nomi differenti.
R: Smettila di paragonare l'Afghanistan con l'Arabia Saudita. I sauditi sono nostri amici.
D: Mi era sembrato di capire che avessi detto che 15 dei 19 dirottatori dell'11 settembre fossero sauditi.
R: Sì, ma si erano addestrati in Afghanistan.
D: Chi li ha addestrati?
R: Un uomo molto cattivo che si chiama Osama Bin Laden.
D: È afghano?
R: Ehm, no, saudita anche lui. Ma è un uomo cattivo, molto cattivo.
D: Mi pare di ricordare che fosse nostro amico un tempo.
R: Solo quando abbiamo aiutato lui e i mujahadeen a reprimere l'invasione sovietica dell'Afghanistan negli anni ottanta.
D: Chi sono i sovietici? Non erano quelli dell'Impero Comunista del Male di cui parlava Ronald Reagan?
R: I sovietici non esistono più. L'Unione Sovietica è crollata nel 1990 o giù di lì e adesso hanno elezioni e capitalismo come noi. Li chiamiamo russi, adesso.
D: Così i sovietici, cioè, i russi, adesso sono nostri amici?
R: Beh, non proprio. Sono stati nostri amici per qualche anno dopo aver smesso di essere sovietici, ma hanno deciso di non appoggiare la nostra invasione dell'Iraq, così non andiamo proprio pazzi per loro in questo momento. Allo stesso modo non facciamo follie per i francesi e i tedeschi perché anche loro non ci hanno aiutato a invadere l'Iraq.
D: Quindi anche tedeschi e francesi sono malvagi?
R: Non esattamente malvagi, ma abbastanza cattivi da obbligarci a ribattezzare le French fries (patatine fritte) in Freedom fries e il French toast (pane dorato saltato) in Freedom toast.
D: Cambiamo sempre nome ai cibi quando un altro Paese non fa quello che vogliamo?
R: No, lo facciamo soltanto con i nostri amici. I nemici li invadiamo.
D: Ma l'Iraq non era nostro amico negli anni ottanta?
R: Beh, sì, per un pochino.
D: Scusa, ma Saddam Hussein non governava l'Iraq anche allora?
R: Sì, ma in quegli anni stava combattendo contro l'Iran, la qual cosa l'ha reso temporaneamente nostro amico.
D: E perché questo l'ha reso nostro amico?
R: Perché in quel momento l'Iran era nostro nemico.
D: Non è stato quando gasava i curdi?
R: Sì, ma siccome stava combattendo contro l'Iran noi guardavamo dall'altra parte, per dimostrargli che eravamo suoi amici.
D: Allora, se qualcuno combatte contro uno dei nostri nemici automaticamente diventa nostro amico?
R: Il più delle volte, sì.
D: E chiunque combatta contro uno dei nostri amici diventa automaticamente nostro nemico?
R: Talvolta. Comunque, se le aziende americane possono trarre profitto dalla vendita di armi a entrambe le parti, tanto meglio.
D: Perché?
R: Perché la guerra fa bene all'economia, che significa anche che la guerra fa bene agli Stati Uniti. E poi, finché Dio sta dalla parte degli Stati Uniti, chiunque si opponga è un anti-americano senza Dio e comunista. Hai capito perché abbiamo attaccato l'Iraq?
D: Penso di sì. Li abbiamo attaccati perché Dio lo voleva, giusto?
R: Sì.
D: Ma come abbiamo capito che Dio voleva che attaccassimo l'Iraq?
R: Beh, vedi, Dio ha parlato personalmente con George W. Bush e gli ha detto cosa fare.
D: Quindi, in sostanza, stai dicendo che abbiamo attaccato l'Iraq perché George W. Bush sente delle voci nella sua testa?
R: Sì! Finalmente hai capito come gira il mondo. Adesso chiudi gli occhi, mettiti comoda e dormi. Buona notte.
D: Buona notte, papà.
12月28日

Cordicellamattanza!!!

“Nel dubbio mena!” Così devono essersi detto i sacerdoti ortodossi alla Chiesa della Natività

rissapreti2812

 

BETLEMME - Sono volate le mani, ma anche scope e pietre, fra preti greco-ortodossi e armeni intenti a fare le pulizie all’interno della Chiesa della Natività a Betlemme. La zuffa è scoppiata mentre i religiosi stavano tirando a lucido la chiesa per le prossime celebrazioni del Natale ortodosso e armeno all’inizio di gennaio. Pomo della discordia, lo "sconfinamento" di alcuni ortodossi nella parte armena della basilica. Per sedare la zuffa è dovuta intervenire la polizia palestinese. Nel frattempo, quattro litiganti sono rimasti lievemente feriti. Costruita sul tradizionale luogo della nascita di Gesù, la Chiesa della Natività è amministrata congiuntamente dalle autorità cattoliche, greco-ortodosse e armene apostoliche. Ogni minimo gesto o atteggiamento che uno dei tre gruppi possa considerare un affronto, può far risorgere vecchi e imperituri attriti.

Nel paradiso proletario

Rivolte contadine in Cina: non vogliono più fare i servi dei possidenti comunisti
Potrebbe essere l'inizio di una vera e propria rivolta contadina in Cina, come alcuni sinologhi già affermano. O solo alcuni dei tanti episodi di protesta che si sono verificati nell'immenso paese negli ultimi anni. L'unica cosa certa è che nelle due ultime settimane migliaia di contadini hanno rivendicato con azioni clamorose la proprietà della terra che lavorano in quattro diverse zone del paese.
Le proteste si sono verificate a Fujin nella provincia dell' Heilongjiang (nordest), nell'area della diga di Sanmenxia nello Shaanxi (nord), a Yixing nel Jiangsu (est) e a Tianjin, la metropoli costiera a cento chilometri dalla capitale Pechino. In totale, hanno preso parte alle proteste almeno 120.000 persone. Uno dei leader del movimento a Fujin, nell' Heilongjiang, YuChangwu del villaggio di Dongnangang, è stato arrestato. I telefoni di alcuni dei protagonisti della rivolta di Fujin suonano senza che nessuno risponda o risultano occupati. Altre tre persone che si erano messe in luce nelle proteste sono state fermate nello Shaanxi e sono indagate per " istigazione a sovvertire l'ordine costituito". In tutti i casi i contadini rivendicano la proprietà della terra, una richiesta che va contro la Costituzione in vigore in Cina, che sancisce il doppio binario esistente dall'inizio delle riforme economiche nel 1978: la proprietà privata è riconosciuta e protetta dallo Stato per i residenti delle città, mentre nelle zone rurali la proprietà della terra rimane "collettiva", cioè di fatto gestita dai locali dirigenti del Partito Comunista che sono i primi benificiari - a volte legalmente, altre illegalmente - dei massicci acquisti di terra da parte dei costruttori edili. "La cosiddetta 'proprietà' collettiva - si legge in un documento firmato da "noi, 40.000 contadini di 72 villaggi della municipalità di Fujin" - ha di fatto depredato i contadini dei diritti che hanno avuto per lungo tempo come proprietari della terra. I funzionari governativi ed i costruttori di Fujin hanno occupato senza alcuno scrupolo la terra dei contadini in nome dell'interesse locale o nazionale.
Di fatto, sono diventati dei grandi proprietari e hanno costretto i contadini a trasformarsi in servi...". Yu Changwu, uno dei leader arrestati, aveva in precedenza rivolto una serie di petizioni al governo locale e a quello di Pechino, che erano state ignorate. A Sanmenxia nello Shaanxi, affermano nei loro documenti i contadini, metà dei 20:000 ettari loro concessi come indennizzo per la terra che avevano perso nella costruzione di una diga sono occupati da funzionari governativi che non ne avrebbero diritto. Al movimento nel Jiangsu partecipano 250 famiglie e a quello a Tianjin ottomila persone. Secondo Wang Canfa, insegnante alla facoltà di legge dell'Università di Pechino, "è solo un esperimento" e "non il migliore", perché va contro la Costituzione. Inoltre la richiesta di riconoscimento della proprietà privata della terra ha poche probabilità di essere accettata dal governo di Pechino. "E' vero - sostiene la professoressa - è un movimento che può servire ad evitare sequestri illegali di terra. Però, se permettessimo ai privati di comprare la terra, i più poveri la venderebbero certamente e torneremmo ad una situazione feudale, con pochi grandi proprietari terrieri e una massa di contadini poveri". Per Sheng Dalin, economista e autore di un blog su Internet, riconoscere la proprietà privata delle terra "é necessario per mettere fine al doppio binario, una politica in campagna, un politica in città. Inoltre, porterebbe ad un incremento sia della produttività della terra e che del reddito dei contadini".

Bagatelle per un massacro

Settant'anni fa usciva il capolavoro di Céline, oggi all'indice

 celine271207

Il 28 dicembre 1937 veniva pubblicato il pamphlet Bagatelle per un massacro di Louis Ferdinad Céline. In breve questo libro, autentico best-seller, raggiungeva le vendite di Viaggio al termine della notte. Oggi è all'indice...

Dove sorge il sol dell'avvenir

Settantotto anni fa Stalin annunciava radioso uno dei suoi tanti olocausti
Il 27 dicembre 1929 Stalin annunciava la “liquidazione dei culacchi in quanto classe”. I culacchi erano dei contadini poverissimi colpevoli di essere possidenti di qualche zolla di terreno. Il massacro in nome del “sol dell'avvenire” comportò quasi tre milioni di vittime secondo le stime delle fonti più indulgenti verso il comunismo; oltre dieci milioni per le fonti più severe.

2007 IV e. CP.

 
E sono passati quattro anni in trincea!
 

26/12/2003 cp07 26/12/2007

 
Buon anniversario avanguardie!

Seconda guerra mondiale

 
 I bombardamenti anglo-americani sull'Italia, 1943-45

 

 

Che la brutalità della furia nazista durante l'ultima Guerra mondiale sia sempre da deprecare, non c'è dubbio;

ma che, pur senza prenderne le parti, sia un argomento buono per tutte le stagioni

e lo si tiri fuori in ogni occasione è altrettanto fuori dubbio.

Come nel caso di quei due miei lettori - spero per loro giovani o mal indottrinati - che ad un motore di ricerca hanno chiesto:

"I Tedeschi fanno saltare abbazia Montecassino", o quello più recente che cerca notizie su... "Torino distrutta dai nazisti".

Forse sarà il caso di chiarire un po' le idee, per individuare meglio tutti gli autori di certi eventi dell'ultima guerra,

senza fare immeritati sconti a qualcuno.

 

 

 

Stati Uniti e Inghilterra sono l'Impero del Bene, lo sappiamo. Loro non fanno le guerre per contendere ad altri e conquistare nuovi mercati o posizioni strategiche favorevoli, ma solo per diffondere nell'universo mondo libertà e democrazia. Ogni tanto magari ci scappa... il morto; ma la mira possiamo sbagliarla tutti.

 

In questa pagina vorrei accennare alle distruzioni, massicce e devastanti, che inglesi e americani hanno portato qui in casa nostra nell'ultima guerra mondiale. E' vero che quell'infausta guerra l'avevamo dichiarata noi; ma loro, l'impegno, ce l'hanno messo tutto.

Le tonnellate di bombe sulle città italiane e tedesche si sprecano. Nel 1940 cominciarono gli inglesi. Naturalmente lo fecero perché còlti di sorpresa dalla barbarie germanica e come reazione ai violenti bombardamenti della Luftwaffe sulle città britanniche. Ebbene, sembra proprio di no. E' lo storico inglese Peter H. Nicoll che già dopo la fine della guerra affermava: "Il primo bombardamento aereo notturno è stato fatto dagli inglesi nel maggio 1940 sull'antica città universitaria tedesca di Friburgo, con nessun obiettivo militare." Così, tanto per gradire. "Ed è importante ricordare - continua lo storico inglese - che mentre furono distrutte o gravemente danneggiate città d'arte, in particolare tedesche ed italiane, né Oxford, né Cambridge e neppure Edimburgo furono mai attaccate".

 

E veniamo all'Italia.

Le incursioni aeree sulle nostre città furono compiute soprattutto dopo l'8 settembre 1943 e cioè quando l'Italia aveva già chiesto l'armistizio ed era virtualmente "alleata" degli anglo-americani.
Ma i primi attacchi furono opera della R.A.F. (Royal Air Force britannica) con base nell'isola di Malta, seguiti da quelli dell'U.S. Air Force su Napoli e altre città meridionali. Il 4 agosto del '43 Napoli fu bombardata dall'aviazione americana da altissima quota, quindi alla cieca. La città subì in totale 43 ore di bombardamenti, con 20.000 morti; furono rasi al suolo ospedali, chiese, orfanotrofi, abitazioni civili. "Si raccontò che, in quel periodo, bombardare Napoli e altre città italiane, era diventato per i piloti americani una specie di sport, molto eccitante. Al punto che le gentili signore di quei piloti accompagnavano in volo i mariti, per provare così il brivido dell'atroce diversivo." (Giuseppe Campolieti, Breve storia della città di Napoli, Mondadori Editore, 2004).
Una "leggenda di guerra"? Chissà... Cosa potevano capirne, gli Americani, del terrore di un bombardamento aereo sulle loro città o di rimanere sepolti vivi in un rifugio antiaereo, dal momento che i loro morti civili sul suolo patrio nella Seconda guerra mondiale ammontano all'impressionante numero di... zero...? (cifra tratta da "Memoria per la storia e per la pace - Mai più guerra", a cura di Tullio Ferrari, Vol. III, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Sez. di Modena, 1986).

Poi, nella cosiddetta "offensiva d'autunno" passarono a quello che era il nostro triangolo industriale: un pesantissimo attacco nell' agosto '43 su Milano, e altri su Torino e Genova. Quest'ultima, nei due mesi autunnali, fu bombardata sei volte con 1250 case distrutte; Torino 7 volte, con la distruzione di 142 ettari di superficie edificata (70 fabbriche, 24 edifici pubblici, e 1950 abitazioni civili); nella notte del 9 dicembre, su questa città gli inglesi scaricarono 147 tonnellate di bombe dirompenti e 256 tonnellate di spezzoni incendiari, sganciati da 1811 aerei.
Queste incursioni erano solo un "assaggio" di quello che sarebbe avvenuto nei mesi successivi.
Il 13 agosto anche Roma, appena dichiarata "città aperta" (cioè città sguarnita di difese e obiettivi militari, e dichiarata tale per i buoni uffici del Vaticano presso i governi americano e britannico), fu violata da circa 500 tonnellate di bombe americane che provocarono più di 2.000 morti e la distruzione di caseggiati civili.
Le notti del 13 e 17 agosto su Torino caddero altre 244 e 248 tonnellate di bombe. Ma l'attacco aereo più feroce fu quello scatenato su Milano nella notte fra il 12 e il 13 agosto: 504 aerei da bombardamento inglesi rovesciarono sulla città 1.252 tonnellate di bombe e spezzoni incendiari. Due giorni dopo, nella notte del 15 agosto, 140 bombardieri inglesi scaricarono altre 415 tonnellate di esplosivi. E ancora, nella notte del 16 agosto 199 bombardieri riversarono altre 601 tonnellate di ordigni mortali. In quattro giorni Milano fu colpita da 2.268 tonnellate di bombe sganciate da 843 aerei britannici. Il bilancio finale fu desolante: 239 industrie colpite, distrutte o gravemente danneggiate, 11.700 edifici civili e pubblici abbattuti, più di 15.000 quelli danneggiati, le centrali elettriche irreparabilmente bloccate, la rete di trasporti e di comunicazioni quasi totalmente inservibile, migliaia di morti. Negli ultimi tre mesi del 1943 i bombardamenti anglo-americani  a Milano provocarono 6.500 morti e circa 11.000 feriti, distruggendo e danneggiando migliaia di edifici.
Solo nel 1944 gli anglo-americani effettuarono sull'Italia centro-settentrionale, 4.541 incursioni, uccidendo 22.000 civili e ferendone oltre 36.000. Una vera e propria "escalation" di bombardamenti che non risparmiarono nessuna città (due soli esempi: Firenze, 7 massicci bombardamenti; Treviso, violentemente colpita il giorno del Venerdì Santo), con una frequenza quasi quotidiana. Si potrebbe continuare.
 

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Citazione a memoria di una frase dell'americano gen. Dwight Eisenhower, tratta da un discorso rivolto alle sue truppe, di cui ai tempi era comandante in capo ( fonte: commento audio di una trasmissione televisiva di carattere storico, RAI o Mediaset, probabilmente del 2004 ):

"Stiamo per invadere e conquistare, col ferro e col fuoco, un Paese [l'Italia] ricco di opere d'arte. Ma voi non fatevi scrupoli e portate a casa la pelle: nessuna opera d'arte può valere quanto la vita di un soldato americano".

 

Confronta con il rifiuto di George W. Bush a sottoscrivere il Protocollo di Kyoto contro l'emissione nell'atmosfera di gas nocivi: "Il benessere del popolo americano non può essere messo in discussione".

 

 

Nella Milano del dopoguerra, una collinetta artificiale denominata Monte Stella è stata costruita con oltre un milione di quintali di macerie, recuperate da tutti i settori della città rasi al suolo dai bombardamenti anglo-americani: fra queste macerie una buona parte è quella di edifici scolastici: due istituti superiori, sei scuole elementari e cinque materne completamente distrutti, oltre ad altre provenienti da centoventicinque scuole della provincia.
Fra le scuole elementari distrutte, ce n'è una di cui nessuno, specialmente fra i giovani, ne sa qualcosa: è la scuola elementare di Gorla, che la mattina del 20 ottobre 1944 era piena di bambini dai sei agli undici anni, con le loro maestre. Fu completamente distrutta da un' apocalisse di bombe sganciate da quadrimotori americani B24 e B27. Nella zona circostante la scuola si contarono 635 vittime; nella scuola trovarono la morte centonovantaquattro bambini, la loro direttrice, quattordici maestre, un'assistente sanitaria e quattro bidelli.

Ogni anno, nella ricorrenza, c'è un piccolo numero di vecchi - col tempo sempre più esiguo - che li ricorda mettendo un fiore sul monumento eretto in loro ricordo (e che dopo la guerra - come asserito recentemente da un conduttore radiofonico di una nota radio privata del Nord, dicembre 2004 - il Consolato americano a Milano voleva fosse abbattuto). Ma quei piccoli morti non fanno storia, perché sono scomodi: dicono che sono stati uccisi dai liberatori americani e non dalla feroce barbarie nazi-fascista, buona per tutte le stagioni. E ciò, in questa Italia sempre pronta a osannare i padroni di turno, è deplorevole ed è meglio che non si dica...

Ogni anno, in questa Italia, celebriamo con grande enfasi, grande partecipazione delle alte cariche dello Stato e grande risonanza mediatica, il Giorno della Memoria, a ricordo dello sterminio perpetrato dai nazisti sugli ebrei. Ma dei nostri morti sotto le bombe inglesi e americane è meglio non parlare.

 

quel che resta di un giorno

Scuola elementare F.Crispi - Milano-Gorla, 20 ottobre 1944

RADIOGRAFIA DEL PASSATO


di Mauro Paoletti
per Edicolaweb


Le conoscenze tecnologiche in possesso dell’uomo in tempi remoti sono state sempre sottovalutate, tanto da ritenere che la civiltà non sia in realtà più vecchia di quanto si crede; inoltre non è mai stata considerata seriamente l’ipotesi che tali conoscenze possano essere giunte da fonti sconosciute estranee alla Terra.
Sembra che l’uomo si sia coperto gli occhi davanti alle testimonianze che giungono dal passato per timore dei cambiamenti che potrebbero sconvolgere il suo modello di vita, il credo e la posizione di potere; perché è evidente che la sua storia inizia molte migliaia di anni più indietro e che le sue conoscenze scientifiche e tecnologiche, a quel tempo, potevano essere maggiori delle attuali.
Il sistema sociale vigente oggi nel mondo non può essere cambiato, la storia dell’uomo non può essere riscritta per ovvi motivi, ma la rilettura di alcuni dati con le nostre attuali conoscenze, i reperti che riemergono dalle sabbie, forniscono dati contrastanti con quelli assunti dalla scienza ufficiale e da quelli declamati da insigni personaggi.
Il passato ci fornisce una chiave di lettura diversa attraverso le ampie conoscenze acquisite dall’uomo e la ricerca della loro origine.
Antiochia fu la prima città ad avere l’illuminazione stradale; gli Aztechi ponevano al centro delle strade una striscia di pietre colorate per delimitare le due corsie di marcia. Le antiche città pakistane di Mohenjo Daro, Harappa, Kalibanga disponevano di un perfetto progetto di pianificazione, di una distribuzione delle acque e di canali di scolo per i rifiuti. I mattoni che servirono alla costruzione erano cotti in fornaci; data la loro robustezza furono utilizzati dagli inglesi, durante l’occupazione del paese, per costruire parte della massicciata della linea ferroviaria Karachi-Lahore.
In Corea le abitazioni erano dotate di tubazioni sotto il pavimento dove circolava aria calda in modo da riscaldare le stanze; sistema simile a quell’usato dai romani.
Nel palazzo di Cnosso quattromila anni fa esistevano toelette attrezzate con scarico collettivo in pietra e ceramica, le stanze ricevevano aria attraverso tubi che garantivano una specie di condizionamento.
Tubazioni per l’acqua calda e fredda e bagni in ceramica sono stati rinvenuti a Chan Chan, capitale della civiltà Chimù, in Sud America.
Il sistema di riscaldamento centralizzato e il modo di distribuire l’acqua calda furono inventate nel diciassettesimo secolo. Durante il Medio Evo queste conquiste tecnologiche erano state dimenticate, le case in Europa non disponevano di tali sistemi di riscaldamento, né di distribuzione delle acque.
I resti dei tappeti ritrovati a Catal Huyuk in Turchia reggono il confronto con quelli tessuti oggi.
In Egitto la costruzione del Canale di Suez iniziò sotto il regno di Sesotris I; i lavori furono continuati da Necao II e terminati dopo che Dario conquistò l’Egitto. La sabbia del deserto col tempo lo ricoprì, ma gli arabi lo dragarono e lo utilizzarono nel VII secolo dopo Cristo. La sabbia lo ricoprì di nuovo fino al 1869.
Il passato rivela che discendiamo da una stirpe di navigatori. Le navi di Nemi commissionate da Claudio si potevano comparare ai nostri transatlantici da crociera; disponevano di quattro ordini di rematori, trenta cabine decorate e con pavimenti a mosaico, pareti con pannelli di cipresso, una biblioteca, una sala ristoro, una rete di tubazioni per distribuire l’acqua nei locali provvisti di rubinetti squisitamente decorati; l’acqua veniva riscaldata in recipienti di rame. Quindi i patrizi romani si divertivano effettuando crociere; le navi di Nemi furono ritrovate nel 1932 e distrutte nel 1944 da un incendio provocato dai tedeschi. Come può essere che molti secoli più tardi i grandi navigatori, come Magellano e Colombo, non hanno neanche immaginato navi simili?
E non erano neanche le uniche navi al mondo così attrezzate. Secondo i documenti cinesi il saggio buddista Fa-hien tornò dall’India a bordo di una nave che portava oltre duecento passeggeri oltre alla ciurma; nell’antico libro "Fusan" si racconta che il monaco Hoeishin viaggiò in paesi lontani e attraversò il pacifico a bordo di una nave simile.
Perché nel Medio Evo avvenne una caduta del progresso scientifico che rifiorì solo oltre tre secoli fa? Quali furono i motivi di tale arretramento?
Nel 1802 venne costruito il primo battello a vapore, nel 1825 il primo tratto ferroviario, nel 1903 il primo aeroplano; quattromila anni fa i Sumeri costruirono il primo carro e la prima barca. Il faro di Alessandria illuminò la rotta delle navi dal 250 a.C. al 1326, quando crollò a causa di un terremoto.
Nessun altro è stato in grado di costruire una strada di cinquemila chilometri come quella realizzata dagli Inca superando i canyon con altissimi ponti e attraversando le montagne con gallerie ancora in uso.
Vi sono interessanti reperti che attendono da tempo una spiegazione logica.
Weidenreich rinvenne nel 1933 nei pressi di Pechino vari scheletri; dalle misure dei crani venne stabilito che uno apparteneva ad un maschio europeo e due a esemplari femminili, uno di tipo melanesiano e l’altro con caratteri eschimesi; tutti i teschi erano databili a 30.000 anni fa. Cosa ci facevano in Cina a quel tempo tre individui così diversi?
In Russia sono state scoperte lance d’avorio di mammut perfettamente diritte e un ago d’osso identico ai nostri di acciaio; nell’età glaciale l’uomo era in grado di raddrizzare una zanna di mammut?
Nella caverna di Lamis, Nevada, sono stati ritrovati duecento paia di sandali di fibra intrecciata simili a quelli che indossiamo oggi, ma più antichi di novemila anni. Nel deserto di Gobi l’impronta di una suola sopra una pietra di arenaria risalente a qualche milione di anni fa pone inquietanti domande.
Le stranezze riguardanti testimonianze di un remoto passato si ritrovano nelle ceramiche di Cocle, Panama, sulle quali vi sono impresse figure di lucertole volanti simili agli pterodattili; nell’incisione dell’Hova Supei Canyon in Arizona che ricorda un tirannosauro; in quella del Sandy River dell’Oregon che raffigura uno stegosauro; sui vasi di Pisco in Perù dove sono rappresentati Lama con piedi a cinque dita estinti da milioni di anni.
Le sculture di Macahuasi, a quattromila metri sul mare, riproducono uomini di tipo caucasico, nero, semitico e animali mai vissuti nelle Americhe, fra cui l’Amphichelydia, antenata della tartaruga attuale, da noi conosciuta solo attraverso i fossili; il cavallo introdotto solo nel cinquecento dai conquistatori spagnoli. La pietra scolpita è una diorite bianca che inizia a diventare grigia dopo almeno diecimila anni. Come è stato possibile riprodurre animali che, secondo la scienza ufficiale, l’uomo non poteva aver visto?
Ciclopiche sfere in pietra come quelle del Costarica sono state rinvenute anche in Guatemala e in Messico; al di là del loro significato dobbiamo considerare le difficoltà di lavorazione per renderle perfettamente sferiche tenendo conto della loro grandezza, variabile fino a due metri e mezzo di diametro; della difficoltà di trasporto dato che le più vicine cave di basalto distano da cinquanta a cento chilometri e del peso, le più grandi pesano quindici tonnellate. Lo stesso si può dire per le altrettanto famose teste Olmeche di La Venta.
Esistono teschi, sia umani sia di bisonte, con fori rotondi senza fratture radiali come quelle causate da un proiettile; il cranio umano dello Zambia risale a quarantamila anni fa, quello del bisonte, custodito presso il Museo di Paleontologia di Mosca, a centinaia di migliaia di anni.
Nel 1885 venne fuori da un pezzo di carbone dell’era terziaria un cubo di acciaio di cinque centimetri di lato con una profonda incisione intorno e gli spigoli arrotondati. Al Museo di Linz venne stabilito che era di natura artificiale. Chi ha prodotto un simile manufatto decine di milioni di anni fa? Cosa pensare della moneta di bronzo ritrovata nell’Illinois alla profondità di quarantadue metri?
Sempre da blocchi di carbone sono emersi oggetti definiti "fuori tempo", ooparts; nel 1891 in Illinois una catena d’oro, nel 1926 da una miniera del Montana un dente umano fossilizzato identico a quello di un uomo del nostro tempo, il carbone di quella miniera si era formato circa dieci milioni di anni prima; nel 1851 a Dorchester, nel Masachusettes, da un carbone di un miliardo di anni, un recipiente d’argento finemente lavorato a forma di campana.
Dalla miniera d’argento di Wonderstone in Sud Africa sono state estratte fino ad ora circa duecento strane sfere di metallo, alcune con una incisione al loro equatore, di sette centimetri di diametro, di colore blu acciaio con riflessi rossastri, costituite da nichel e acciaio assente in natura. Roelf Marx, direttore del Museo dove sono state custodite, ha affermato che ogni tanto esse ruotano sul loro asse da sole. Lo strato geologico dal quale sono state estratte risale a tre miliardi di anni fa.
In Mesopotamia, quasi seimila anni fa, si estraeva il rame; in Equador sono stati ritrovati gioielli in platino, quindi gli indios erano in grado di fondere tale metallo a 1770 gradi centigradi? Cosa che in Europa è stato fatto solo meno di duecento anni fa.
La fibbia della cintura trovata sulla salma del generale cinese Chou Chu (circa 316 d.C.) è composta per l’85% da alluminio; tale metallo venne ottenuto nel 1825 dalla bauxite attraverso un procedimento molto complesso che sfrutta l’elettrolisi.
Gli antichi possedevano ampie conoscenze astronomiche. Come erano venuti a conoscenza che l’orbita terrestre è ellittica e che il piano dell’orbita non coincide con il suo piano equatoriale?
Aristarco nel III secolo a.C. affermava che la Terra si spostava in un cerchio obliquo ruotando contemporaneamente intorno al proprio asse. Per Anassimandro (610-547 a.C.) la terra era sferica e girava intorno al sole, per Pitagora un grande globo, per Eraclide Pontico si avvolgeva intorno al proprio asse una volta ogni ventiquattro ore.
Alcune incisioni sulle pietre a Pierres Folles in Francia sono state considerate carte celesti preistoriche e cinquemila cinquecento anni fa gli Egizi stilavano carte astronomiche.
Osservazioni su Venere, Marte e Giove si trovano sulle tavolette cuneiformi babilonesi. Nelle caverne di Lascaux, sulle pareti della grotta, detta "Sala dei Tori", è possibile riconoscere le stelle che formano le costellazioni del Capricorno, del Toro, del Leone e dello Scorpione, vi sono rappresentate le Pleiadi. Come poteva l’uomo primitivo conoscere la configurazione del cielo di 18.000 anni fa?
Nel Rig Veda si parla delle "tre terre una dentro l’altra"; noi sappiamo che la terra ha un nucleo, un mantello, una crosta.
Duemila cinquecento anni fa Democrito affermava che le macchie sulla Luna erano ombre prodotte da alte montagne e profonde vallate ed esistevano molti altri pianeti oltre a quelli che si poteva vedere. Anassimene parlava dei "compagni oscuri delle stelle" forse alludendo ad altri sistemi. Metrodoro di Lampsaco nel III secolo a.C. diceva che "pensare la terra come unico mondo abitato è errato quanto pensare che vi sia una sola spiga di grano in un campo immenso".
Nel Surya Siddhanta, primo trattato astronomico indiano di cui non si conosce l’autore e quando fu redatto la prima volta, è scritto che il Sole fornisce alla Luna i suoi raggi luminosi. Iscrizioni babilonesi parlano delle corna di Ishtar, Venere, ma le fasi del pianeta non sono visibili senza telescopio e la prima osservazione di tale fenomeno si deve a Galileo nel 1610. I Babilonesi erano anche a conoscenza degli anelli di Saturno, osservati per la prima volta fra il 1655 e il 1848. Forse la lente rinvenuta da Layard a Ninive e quella molata trovata in una tomba egizia, entrambe conservate al British Museum, possono fornire la spiegazione?
I Dogon, una piccola tribù sperduta fra le alture del Mali, possiedono da secoli ampie conoscenze su Sirio. Questa stella si trova a più di otto anni luce da noi nella costellazione del Cane Maggiore. I Dogon hanno sempre parlato della compagna più piccola, invisibile, costituita da materia più densa e pesante di Sirio che percorre un'orbita ellittica impiegando cinquant’anni. I Dogon inoltre conoscono gli anelli, invisibili a occhio nudo, di Saturno, sono a conoscenza dell'esistenza delle lune di Giove e che i pianeti ruotano attorno al Sole. Tutto confermato dall'attuale astronomia. Come è possibile?
Il racconto epico di Etana, tredicesimo re sacerdote di Kish, che rappresenta uno dei legami fra l’uomo e la divinità, narra che c'era un tempo in cui gli uomini vivevano senza un re, un rappresentante, e tutto il potere era nelle mani degli dèi. Due di questi dèi designarono Etana, un umile pastore, a questo compito e lo incoronarono Signore. Nel corso del poema l’eroe babilonese viene sollevato in cielo da un aquila e descrive ciò che si presenta a chi lascia la Terra per lo spazio; la descrizione di una terra sferica che diviene sempre più piccola man mano che l’aquila si allontana non può essere stato inventato.
Il Libro dei Morti, il Libro di Enoch, contengono passaggi dove lo spazio viene descritto come un luogo senza aria, talmente profondo da non poter essere misurato, oscuro come la notte più nera. Un luogo caldo come il fuoco e freddo come il ghiaccio, dal quale si può osservare le sorgenti di luce; inutile negare che sia un abisso oscuro, dove gli oggetti divengono roventi dalla parte del sole e gelidi dall’altra.
La "Storia Vera" di Samostata descrive un viaggio sulla Luna che sembra un reportage dal vero: "All’ottavo giorno apparve una sorta di terra sospesa nel cielo, che sembrava un’isola circolare e diffondeva intorno una luce molto brillante". Una descrizione che somiglia alla visione degli astronauti, manca solo: "Qui missione Apollo, a voi Huston…".
Poco più di duecento anni fa gli Europei ipotizzavano che il mondo non avesse più di seimila anni, agli inizi dell’ottocento era opinione comune che la Terra fosse stata creata nel 4004 a.C., i calcoli erano stati dedotti dalla cronologia biblica dal vescovo Ussher.
L’India annovera il giorno di Brahma, ossia il momento della creazione, a quattro miliardi e trecento milioni, i Drusi del Libano dicono che il mondo è nato tre miliardi e quattrocento milioni di anni fa; la data accettata oggi è di oltre quattro miliardi e mezzo. Gli antichi Egiziani avevano registrato eventi astronomici da 630.000 anni e conoscevano la precessione degli equinozi; per Diogene Laerzio le registrazioni astronomiche risalivano all’anno 49.219 a.C. Il regno di Osiride sarebbe iniziato oltre diciassettemila anni fa; secondo Marziano Cappella, storico del V secolo d.C., la storia dell’Egitto annoverava eventi per 36.525 anni e i sacerdoti avevano studiato l’astronomia per quarantamila anni, prima di divulgare il loro sapere. Secondo Cicerone gli archivi di Babilonia erano antichi di 470.000 anni. Ipparco, vissuto dal 190 al 125 a.C., afferma che le cronologie assire partivano 270.000 anni prima. Secondo i Babilonesi il diluvio era avvenuto oltre ventisettemila anni prima. Il calendario lunare babilonese e quello solare egizio coincidono nell’inizio, l’11.542 a.C., per quello indiano tutto iniziò nell’11.652 a.C.; secondo il Codice Vaticano a 3738, il calendario Maya era in uso dall’18.613 a.C., per i seguaci di Zoroastro il tempo inizia nel 9600 a.C.; Platone indica la distruzione di Atlantide nel 9850 a.C.
I nomi dati da Asaph Hall alle due lune di Marte, Phobos e Deimos, scoperte nel 1877, erano già stati assegnati da Omero nella descrizione del dio della guerra; nel libro "L’altro Mondo", Cyrano de Bergerac, cita le due lune di Marte; Voltaire scrisse in un romanzo fantascientifico che "passando presso Marte essi videro le due lune che ruotano intorno a quel mondo, finora sfuggite agli osservatori". Gulliver, noto personaggio di J. Swift, apprende sull’isola volante di Laputa che Marte possiede due lune.
Forse i greci avevano ricevuto la notizia da una civiltà precedente e ne realizzarono un mito ripreso da Omero? Chi può dirlo; resta il fatto che Marte ha due "scudieri", Paura e Terrore; si ipotizza pure che non si tratti in realtà di lune ma di due satelliti artificiali posti nell’orbita del pianeta da intelligenze provenienti da altri mondi…
Il filologo russo Bronislav Kuznetsov ha identificato, in una strana carta contenuta in un libro sacro tibetano costituita da quadrati e rettangoli con nomi di paesi sconosciuti, Pasagrade capitale persiana al tempo di Ciro, Alessandria, Gerusalemme, Susa, Babilonia e altre storiche città della Mesopotamia, confermando in tal modo che i Lama conoscevano l’oriente e l’Egitto.
La mappa di Vinland, conservata al "Beinecke Rare Book and Manuscript Library" dell’Università di Yale, proverebbe che i Vichinghi raggiunsero l’America e la Groenlandia prima di Colombo.
La carta di Piri Reis mostra l’Antartide senza ghiacci e le coste americane. Reis avrebbe narrato che lo zio Kemal la ottenne, insieme ad altre carte antiche, da uno spagnolo catturato durante una battaglia nel 1501, il quale confessò di aver partecipato alle spedizioni di Colombo, che si era avvalso di quelle rare carte geografiche. Sembra che il grande navigatore abbia deciso di intraprendere il viaggio verso il nuovo mondo dopo aver letto un libro scritto all’epoca di Alessandro Magno.
Quando e come sono stati rilevati i grandi fiumi dell’America meridionale indicati con grande chiarezza sulla carta di Reis? Come è stato possibile rappresentare il contorno dell’Antartide privo di ghiacci, da noi rilevato con apparecchiature speciali?
La carta di Reis è stata disegnata seguendo una tecnica particolare che prevede di disegnare il profilo della Terra partendo da un punto della sua superficie; nel caso specifico il centro della mappa è situato vicino all'antica città egizia di Siene. Per tracciare una carta geografica in tal modo occorrono strumenti e calcoli matematici altamente avanzati non disponibili nel 1513.
Anche nella carta di Oronzio Finneo, datata 1531, sono tracciati i contorni dell’Antartide, i fiumi, e le montagne non completamente individuate oggi. Si ritiene che la carta più antica sia quella attribuita a Antonio Zeno, datata 1380, che rappresenta la Groenlandia senza ghiaccio; vi sono indicati i fiumi che, in effetti, esistono realmente ma attualmente sotto una superficie ghiacciata. Ovviamente devono essere stati rilevati quando quella terra godeva di un clima temperato.
Traspare che tali carte siano state copiate da mappe originali tracciate da una civiltà in possesso di navi adatte a solcare gli oceani, di valenti astronomi e matematici; una civiltà che era in grado di eseguire i rilievi con assoluta precisione; che occupava una determinata area sulla terra e aveva un’intensa attività commerciale in tutto il globo.
In un castello nei pressi di Roma fu rinvenuto nel 1916, sigillato in un cofano, un manoscritto chiamato Voynich dal nome del suo scopritore; tale documento, che era stato proprietà del gesuita Athanasius Kircher e risale al XIII secolo, è composto da oltre duecento pagine di media grandezza (15x21cm circa), che contengono illustrazioni, diagrammi con didascalie; solo trentadue pagine contengono righe di testo. Il manoscritto tratta vari argomenti dalla botanica alla biologia, dall'astronomia alla farmaceutica; vi sono rappresentate sezioni di foglie che non possono essere state tracciate senza l’osservazione al microscopio. Vi si trova anche una spirale ad otto braccia con alcune stelle e scritte nel centro; può rappresentare la galassia di Andromeda invisibile senza un potente telescopio. Fu venduto nel 1962 a New York per la cifra di centosessantamila dollari.
Le conoscenze del mondo antico comprendono anche l’elettricità. Ricordiamo le pile di Bagdad scoperte da Konig, i bassorilievi del tempio di Hator a Dendera che mostrano enormi bulbi trasparenti con all’interno sinuose serpi, simili a potenti lampade elettriche collegate attraverso cavi a treccia a "Djed" che assume la funzione di generatore; ricordano le lampade a luminescenza e le ampolle in atmosfera rarefatta, create dall’inglese William Crookes nel 1879, che permisero in seguito a Roentgen di scoprire i raggi X nel 1895.
Le testimonianze in questo campo sono molteplici. A Baalbek nel tempio Rotondo vi erano "pietre scintillanti" che illuminavano l’ambiente; il tempio di Iside in Egitto era illuminato da "una lampada meravigliosa" che "non poteva essere spenta dal vento e dall’acqua". Padre Kircher ci parla di sotterranei a Menfi dove ardevano lampade che non si spegnevano mai.
Famosa la tomba della via Appia scoperta nel 1485, nel sarcofago fu ritrovato uno strato di unguento nerastro che proteggeva la salma di una giovinetta dalla decomposizione; nella tomba ardeva una lampada perpetua che si spense all’apertura del sepolcro.
Un antico documento indiano conosciuto come Agastya Samhita fornisce una serie di istruzioni per costruire una batteria elettrica. Secondo la testimonianza di un missionario inglese nel tempio indiano di Travandrum anni fa ardeva una lampada d’oro situata nel pozzo al centro del tempio che sarebbe stata accesa oltre centoventi anni prima. Secondo la leggenda gli dèi serpenti indiani, i Naga, creature che possono volare a lungo nel cielo, vivrebbero nelle profondità dell’Himalaya dove le stanze sono illuminate da lampade eterne.
Verso la metà del 1800 padre Evarist Regis Huc vide in un tempio lamaista una lampada che ardeva da tempo immemorabile e che non si sarebbe mai spenta. Cronache antiche di commercianti parlano di un villaggio presso il monte Wilhelmina, in Nuova Guinea, illuminato da globi di pietra posti su altissimi pali che al tramonto iniziavano a brillare di una strana luce bianca simile a quella dei nostri neon, illuminando la notte. Un villaggio simile si trovava anche nel Mato Grosso, stando alle testimonianze di Barco Centenera, al tempo dei conquistatori spagnoli; situato sopra un isola in mezzo ad un lago aveva al centro un pilastro di sette metri sulla cima del quale si trovava una "luna" che illuminava "tutte le case e le acque circostanti cacciando il buio anche in piena notte".
Le misteriose luci fredde erano state viste anche dall’esploratore P.H. Fawcett che si perse forse dietro alla loro ricerca.
La cosa curiosa è che sono abbastanza recenti esperimenti per ottenere una luminescenza da pannelli e oggetti percorsi da correnti deboli senza l’uso di filamenti e bulbi.
Nel passato qualcuno era già riuscito a vincere la forza di gravità. I Caldei sarebbero riusciti a sollevare con il suono grossi blocchi di pietra; fonti arabe, nel descrivere il metodo usato per la costruzione delle piramidi, raccontano che i sacerdoti avvolgevano i blocchi di pietra in fogli di papiro e li toccavano con un bastone. Il masso levitava e si spostava nell’aria per alcuni metri alla volta. Tavolette babilonesi parlano di come sollevare alcune pietre producendo particolari suoni; la Bibbia narra come crollarono le mura di Gerico. Cronache cinesi raccontano che il saggio Liu An bevve l’elisir del Tao divenne senza peso. In un testo buddista, lo Jakata, è citato un gioiello capace di togliere il peso a colui che se lo pone in bocca.
Alcuni resoconti di viaggiatori parlano di un’asta d’oro sospesa in aria presso il muro di un monastero, la Chiesa dell’Epistola, sulle montagne del Bidjan in Etiopia. Asta vista due secoli dopo anche da un chirurgo francese, Jacques Poncet, dal 1698 al 1700. Un ulteriore conferma del fenomeno giunge dall’esploratore Guillaume Lajean in visita al monastero nel 1863.
Vi sono inoltre testimonianze di pietre sollevate, ma è stato anche notato che spesso tali fenomeni avvengono in precise circostanze; le pietre devono essere toccate da undici persone, con dieci o dodici il fenomeno non si verifica, le parole dell’invocazione devono essere pronunciate con una determinata altezza di suono e distintamente, è necessario il contatto delle dita della mano.
Si ha notizia tramite esploratori che i monaci tibetani posti in semicerchio e utilizzando tamburi e le loro caratteristiche trombe che producevano una particolare vibrazione sonora, erano in grado di spostare grosse pietre a diverse distanze e altezze.
Al di là di tutto questo dobbiamo ammettere che tutto ciò potrebbe spiegare come sia stato possibile rimuovere blocchi megalitici dalle cave da cui erano stati estratti; a Baalbek si può osservare un lastrone di ventun metri di lunghezza, quasi cinque di larghezza con uno spessore di quattro, rimosso dalla parete di roccia e trascinato al bordo della cava.
Megalitici monumenti sono sparsi in tutto il globo a testimoniare il grande lavoro svolto dagli antichi; ovunque troneggiano piramidi, torri, stupa e templi maestosi e ciclopici, taluni finemente cesellati come quelli presenti in India. Da millenni ci sfidano a spiegare come sia stato possibile erigerli e modellarli conoscendo la durezza delle pietre usate e di quali utensili potevano disporre i nostri predecessori.
Studi concreti sul volo furono iniziati da Leonardo da Vinci e sono stati di grande aiuto per la costruzione degli aerei e per il volo a vela, ma come affermò Ruggero Bacone nel XIII secolo "macchine volanti furono realizzate dagli antichi e sono costruite ancora ai nostri giorni"; un’affermazione che certamente stupisce.
Riferimenti a oggetti volanti sono presenti in varie epoche, ben conosciuti sono i monili in oro colombiani scoperti dall'archeologo Alan Landsburg definiti "Colganti Zoomorfi" vale a dire "composizioni aventi forma animale", ma che di animale non hanno niente in quanto la loro forma aerodinamica è analoga a quella dei moderni jet con ali a delta. In seguito agli studi di Ivan Sanderson e di J. Ulrich, sono stati riconosciuti come riproduzioni di velivoli moderni.
Peter Belting, ufficiale dell’aeronautica tedesca, ha riprodotto un modello radiocomandato in scala 1:16 con materiale di schiuma dotato di un motore elettrico, dimostrando che si tratta di un aereo facilmente manovrabile, stabile e particolarmente adatto al volo a vela.
Altrettanto noto un piccolo manufatto di legno di balsa di 18 centimetri ritrovato nel 1898 nei pressi della piramide di Saccara, classificato come "uccello" perché gli aerei erano sconosciuti all’epoca del ritrovamento; solo da un attento esame effettuato nel 1969 si scoprì che si trattava di un dispositivo di volo con tali caratteristiche avanzate da richiedere una elevata conoscenza di aerodinamica; in pratica era l’esatta riproduzione di un aliante ancora in grado di volare. In seguito sono stati scoperti altri modelli simili che dimostrano la conoscenza del volo da parte degli antichi egizi.
Negli annali cinesi è scritto che l’imperatore Shun fra il 2258 e il 2208 a.C. aveva costruito un apparecchio capace di volare e un paracadute.
L’imperatore Cheng Tang ordinò a Ki Kung Shi, nel 1766 a.C., di costruire un carro volante con il quale giunse fino all’Honan; carro che poi distrusse per paura che qualcuno s’impadronisse del segreto. Un bassorilievo dello Shantung del 147 d.C. raffigura un carro volante trainato da tre draghi alati.
Nell’antico testo Shi Ching si narra che l’imperatore, visto il moltiplicarsi dei delitti in terra, ordinò di interrompere le comunicazioni fra cielo e terra e "da allora non ci sono stati più viaggi né in su né in giù".
Altrettanto noti i Vimana, i carri degli Dèi dell’antica India di cui parlano i libri sacri come il Mahabharata, il Ramayana, il Pancantara. Carri, o navi volanti, che volavano alla velocità del vento con un suono melodioso, che rimanevano a mezz’aria come i nostri elicotteri, o volavano su un cuscino d’aria, come i nostri hoovercraft; che assicuravano un viaggio comodo e veloce ai passeggeri come i nostri aerei di linea.
Il libro tibetano del Vero Sapere del tredicesimo secolo, su fonti del settimo, narra che la razza umana era in grado di volare come i suoi creatori, una facoltà perduta col tempo; i primi sette re "camminavano in cielo".
In seguito ad una missione archeologica condotta da scienziati americani, sovietici e indiani, venne dimostrato che diecimila anni fa gli eschimesi vivevano al centro dell’Asia; a conferma la loro antica tradizione secondo la quale sarebbero stati portati verso nord da "giganteschi uccelli di ferro".
Nel Salvador è stato rinvenuto un vaso antico sul quale spicca l’immagine di un dirigibile con a bordo varie persone.
Notevoli le tecnologie avanzate in campo medico chirurgico. Alcuni papiri egizi si sono dimostrati veri trattati di medicina generale, anatomia e patologia, chirurgia ossea, ginecologia, veterinaria; raccolte di ricette farmaceutiche: Nei musei fanno mostra di sé utensili chirurgici, come forcipi, bisturi, pinze, simili a quelli usati oggi. Nell’antichità si usava masticare la corteccia del salice per curare la febbre e altri malesseri; analizzando tale corteccia i nostri scienziati hanno capito come ricavare l’aspirina dalle sostanze contenute in essa.
Altre documentazioni parlano di trapanazioni, trapianti, anche di cuore, ben riusciti, ricostituzioni di arti inserendo l’arto offeso sotto la pelle sollevata dell’anca o del torace e ricostruendo giuntura su giuntura, nervo su nervo, con delicati interventi di microchirurgia. Si praticavano delicate operazioni di trapanazione del cranio con esito positivo, si conosceva perfettamente la circolazione sanguigna; in un libro cinese è scritto che il cuore controlla il flusso del sangue che scorre in circolo come la corrente di un fiume. Era nota l’idroterapia, si avevano ampie conoscenze nel campo della radioestesia; Celti, Cinesi, Giapponesi, Persiani, Medi, Etruschi, analizzavano il territorio per stabilire dove costruire templi e abitazioni e per ricercare sorgenti d’acqua. I vedici sapevano che il corpo umano è percorso da un flusso di energie invisibili che scorrono nei meridiani e nei "nadis" e regolava il corpo visibile attraverso i "chakra"; punti dove viene raccolta l’energia vitale del campo energetico dell’universo, trasmessa in seguito al plesso nervoso più vicino.
È la teoria dell’uomo sottile strutturato nello stato eterico, astrale, mentale, causale, fisico. Erano già conosciute quelle che noi chiamiamo reti di Hartman e di Cury; le variazioni che subiva il corpo umano sottoposto ai campi magnetici e gravitazionali, all’attività solare, alle perturbazioni atmosferiche; si conoscevano quali variazioni potevano subire l’ipofisi e l’ipotalamo, nonché il DNA, rappresentato già a quel tempo con una doppia elica, come dimostrano i testi Sumeri, Maya, Aztechi e Toltechi. Nelle caverne Californiane si trovano affreschi della cultura Mesoamericana che riproducono la struttura del DNA come la conosciamo oggi.
Pitagora non ha inventato niente, dato che sul papiro Rhind è spiegato il suo teorema e quello di Euclide; probabilmente i due studiosi visitarono la biblioteca di Alessandria dove era custodito il sapere del mondo antico.
Non mancano riferimenti ad invenzioni del secolo appena trascorso. Eusebio e Anobio narravano, nel quarto secolo d.C., di aver posseduto "pietre parlanti" in grado di rispondere "con voce acuta e chiara". I cristalli di germanio e di silicio usati da noi oggi sono in effetti "pietre parlanti"; esisteva qualcuno che emetteva segnali catturati da questi ricevitori?
Il libro di Enoch ci informa che l’angelo Azaziel insegnò agli uomini a costruire "specchi magici" dentro i quali si potevano osservare luoghi e persone lontane. Anche nella Storia Vera di Samostata si parla di "uno specchio di grandi dimensioni posto sopra un pozzo poco profondo; dentro al pozzo si udivano le voci provenienti da tutta la terra mentre dentro lo specchio le immagini lontani regni".
Anche noi possediamo "uno specchio magico" che chiamiamo Televisione.
Nelle Chandogya Upanishad è scritto "dimmi tutto quello che sai e ti dirò ciò che seguirà". Gli antichi oracoli possedevano una macchina del tempo? I sacerdoti egizi chiedevano agli oracoli di mostrare qualsiasi evento del passato o del futuro. Anche Nostradamus possedeva una "macchina del tempo"? Egli affermava che "l’eternità lega in un sol punto il passato, il presente, il futuro".
Non si sono mai trovate carcasse di automobili o altri moderni mezzi di trasporto, a quel tempo non occorrevano "motori", la mano d’opera era gratuita e numerosa, costituita da schiavi; nonostante ciò Ctesibio ed Erone costruirono un motore a vapore a due cilindri e un motore a reazione che funzionavano perfettamente; potevano iniziare l’era industriale ma la forza più economica era quella muscolare dell’uomo. In ogni caso strane macchine furono usate per far muovere automi raffiguranti gli Dèi e altri marchingegni inutili.
Neanche gli Incas si spostavano in auto, ma costruirono la Grande Strada di 5320 chilometri dalla Colombia al Cile, che ha sfidato il tempo. Non dimentichiamo che molte delle piante commestibili di cui facciamo uso ci vengono dagli Incas e non sappiamo chi, in effetti, essi fossero. Alcune analisi effettuate nel 1952, su cinque mummie del British Museum provenienti dal Tempio del Sole di Cuzco, rivelarono gruppi di sangue sconosciuti; una mummia aveva sangue di gruppo C, E, con assenza del gruppo D; un’altra D e C senza tracce del gruppo E. Sappiamo che i re praticavano l’incesto per non guastare il sangue divino; ma di quale sangue si trattava se a detta degli esperti nessuna razza terrestre rivela composizioni analoghe? Strano a dirsi a causa della rottura di un condotto di acqua le mummie sono state danneggiate e non è più possibile fare altre analisi su di loro. Ripensiamo agli Uros che hanno dichiarato di avere un sangue scuro, diverso dal nostro, non "di questo mondo".
Queste alcune delle testimonianze circa le conoscenze scientifiche del mondo antico per dimostrare che l’alba della civiltà è più antica di quanto la consideriamo.
Come possono i Maya aver inventato un calendario astronomicamente più esatto del nostro? La Grande Piramide è la più grande costruzione megalitica al mondo, perché nessun altro è riuscito a ripetere una simile impresa? Come sapevano i Greci e i Romani dell’esistenza di altri pianeti oltre Saturno? Tutte le popolazioni si rifanno a tradizioni di una remota età dell’oro, per quale motivo? Perché raccontano di altri mondi popolati da creature simili all’uomo? Come potevano spostare enormi blocchi di pietra e costruire colossali monumenti che ancora ci guardano dal passato? Disponevano di energie a noi note e di altre che ancora non abbiamo scoperto? Come hanno potuto descrivere accuratamente le "macchine" volanti? Come potevano essere a conoscenza di animali estinti molto tempo prima? Come sono state tracciate le carte geografiche di continenti non ancora scoperti?
Non basta una risposta generica, forse è esistita in passato una grande civiltà in possesso di alte conoscenze tecnologiche che dominava il mondo, estintasi in seguito ad un cataclisma geologico. Spiegherebbe la presenza del mito del diluvio comune a tutti i popoli. Forse una spiegazione ci viene da Filone di Alessandria secondo il quale a causa del continuo ripetersi di distruzioni dovute al fuoco o all’acqua, le nuove generazioni non ricevono più da quelle più antiche la memoria degli eventi. Il Popol Puh racconta che i primi uomini sapevano tutto e vedevano tutto, avevano visitato i quattro angoli e i quattro pilastri del cielo, ma gli dèi non vollero che divenissero come loro e "gli occhi dei primi uomini furono chiusi e poterono vedere solo ciò che è chiuso".
Dobbiamo prendere per reale il mito di un continente sprofondato nell’oceano; la regressione dei ghiacci iniziò dodicimila anni fa, i mari aumentarono il livello di un metro a secolo fino a seimila anni orsono. La fine dell’era glaciale è addebitata ad una maggiore radiazione solare connessa allo spostamento dell’asse terrestre e l’oscillazione dell’eclittica.
Se prendiamo in esame il numero degli individui presenti sulla terra nel 6000 a.C., cinque milioni, e nel 10.000 a.C., solo un milione; dobbiamo chiederci perché esistevano pochi individui se consideriamo la nostra storia vecchia di circa due milioni di anni. Nonché ammettere che una drammatica catastrofe si è abbattuta sull’antica umanità.
La storia di Atlantide è tramandata dai sacerdoti del tempio di Neith a Solone, secondo quanto riferisce Platone. Neith si rivelò ai sacerdoti dicendo: "Io sono ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà". Erodoto narra che quei sacerdoti erano in possesso di cronache della storia del mondo risalenti a varie migliaia di anni, ammette che in quel tempio apprese alcune verità che preferì tacere. Quali? Strana coincidenza che i custodi della conoscenza siano sempre stati i sacerdoti e gli astronomi, persone legate al cielo e alle stelle. E lo sono tutt’oggi.
L’Egitto ci parla della comparsa di semidei che aiutarono l’uomo; in particolare di uno che insegnò a disegnare, scrivere, tendere le corde dell’arpa; a tracciare carte celesti ed a usarle, a far di conto, ad assegnare un nome alle erbe e alle piante, a beneficiare di quelle buone, a curare le malattie. Questo semidio era Thoth, Ermes per alcuni; assolto il suo compito ritornò al cielo.
In Messico si chiamava Quetzalcoatl e discese da un "buco del cielo", per altri giunse con una nave "alata". Per i Sumeri approdò sulla spiaggia del Golfo persico, raffigurato come un pesce dal volto umano, il suo nome era Oannes; nell’America arrivò dal mare invece un bianco alto con una folta barba: Viracocha. Quindi la civiltà antidiluviana è stata una civiltà extraterrestre?
Frank Drake, astronomo americano, affermò che nel passato visitatori spaziali potevano aver lasciato testimonianza del loro passaggio; Carl Sagan si avvicinò al concetto affermando che la Terra può essere stata visitata più volte da varie civiltà galattiche in epoche geologicamente remote e non è escluso si possa ritrovare oggetti fabbricati da questi visitatori. In fondo Oamnes giunse dal mare come lo "Splash Down" effettuato dalle capsule Apollo.
Allen Hynek dichiarò che non escludeva l’esistenza di intelligenze extraterrestri e di mezzi per gli ipotetici viaggi spaziali. Lo scrittore sovietico Alexander Kazantsev in merito al famoso disastro del 1908 in Siberia, ritiene che l’esplosione sia stata provocata dalla caduta di una nave spaziale. L’ipotesi è stata convalidata da un altro scrittore Boris Liapounov. Si trattava di un corpo cilindrico che scoppiò a sette chilometri dal suolo e prima dell’esplosione cambio la sua traiettoria come tentasse manovre d’emergenza. Quando furono tagliati gli alberi rimasti in piedi dopo il disastro fu rilevato un grande cerchio di crescita relativo all’anno 1908 che segnalava una grande radioattività. L’Istituto per le Ricerche Nucleari di Dubna effettuando delle analisi radiochimiche sul luogo dedusse che il fenomeno era stato provocato dal contatto tra materia e antimateria. Forse prima che il veicolo toccasse il suolo una fuga di combustibile annichilì l’antimateria venuta in contatto con la materia.
Oggi sono molti coloro che ammettono la possibilità di frequenti visite da parte di viaggiatori spaziali. Racconti e leggende comuni a tutti i popoli parlano di queste visite in tempi molto remoti.
Si deduce che le civiltà antiche discenderebbero tutte da una precedente civiltà annientata da una catastrofe geologica; di conseguenza che la terra ha conosciuto una civiltà con notevoli conoscenze tecnologiche in un periodo talmente remoto da essere stato completamente dimenticato; oppure che è stata visitata da esseri provenienti da altri pianeti che hanno trasmesso queste conoscenze ai primi uomini. Le due ipotesi possono integrarsi perché è possibile che ci sia stata una civiltà precedente in contatto con altri mondi.
Gli Hopi ricordano la terza razza umana come una civiltà tecnologicamente avanzata che viveva in grandissime città; dotata di ampie conoscenze scientifiche; sempre dedita alla guerra usava per scopi bellici i veloci velivoli di cui disponeva, seminando morte e distruzione. Il Grande Spirito contrariato da tale comportamento scatenò un violento diluvio sulla Terra causando l’innalzamento degli oceani, l’inabissamento dei continenti. Così fu annientata la terza razza.
Il buio che ha avvolto il Medio Evo ci ha impedito di comprendere l’inizio della storia umana e ci ha tolto la possibilità di consultare quei documenti che ci permetterebbero di verificare le reali conquiste della scienza dalla civiltà antecedente la nostra e di quanto essa sia antica.
Concludendo possiamo affermare che l’alba dell’umanità deve essere notevolmente arretrata nel passato e che la nostra attuale conoscenza è solo una reminiscenza di quel remoto trascorso.
12月26日

Il destino di un guerriero

 

Un dvd da non perdere; in nessun caso

 

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Il destino di un guerriero: questo il nome con il quale è andato sugli schermi, con la superba interpretazione di Viggo Mortensen (l'attore di Aragorn) il libro Memorie del Capitano Alonso de Contreras (1582-1633)

L'autobiografia, in tedesco, ha il privilegio di una prefazione di Ernst Jünger ed è corredato da una postfazione di Ortega y Gasset

Alonso non ha verità sul mondo, lo racconta così com'è. Ci va, ci si precipita, intelligente e coraggioso, tenace e infaticabile, da soldato diviene capitano, esperto in navigazione, attacca, subisce gli intrighi dei potenti, le iniquità, le ipocrisie e anche lo stile del mondo iberico. Non accetta insulti da chicchessia, estrae la spada, e con la spada afferma la personalità, la dignità, lo stesso amore. Non adopera mai la parola libertà ma lo s'intende soprattutto così: un uomo libero, raro privilegio che solo pochi hanno saputo conquistarsi a caro prezzo. La sua autobiografia è la storia struggente, pregnante, sensuale, di un mondo a cavallo tra la libertà e la società, di un mondo che non esiste più, di un mondo che produsse hidalgos e le formazioni fiere, indipendenti, sanamente guerriere dei Tercios.


Vedetelo, è davvero notevole. Compratelo ad ogni costo in videoteca e se non lo si trova in negozio lo si può ordinare presso il seguente distributore in rete:

http://www.internetbookshop.it/dvd/ser/serpge.asp?ty=kw&x=il+destino+di+un+guerriero 


--- Un'introduzione e il contesto -----


Dalla metà del 1500 fino alla metà del 1600 si individua solitamente il periodo dell'egemonia spagnola, el siglo de oro. Durante questo periodo la Spagna generò capolavori della letteratura mondiale ma anche grandi soldati: le due cose sono strettamente legate.

Le due stelle letterarie del periodo sono ambedue ex-soldati: Cervantes, combattente a Lepanto e "cautivo" ad Algeri; Lope de Vega, imbarcato sulla Invencibile ArmadaAmbedue sono debitori della loro esperienza nella creazione dei loro lavori. Non sono eccezioni.Una grande quantità di soldati spagnoli ha lasciato scritte le memorie della propria vita e proprio nel passaggio tra '500 e '600 nasce e si sviluppa l'autobiografia come genere letterario.

Caratteristiche dell'autobiografia sono la coincidenza tra scrittore e personaggio principale (scritto o no in terza persona), inoltre lo scopo dell'autobiografia è di essere letta da altri perché ne traggano diletto o giovamento. Il sistema militare spagnolo ha un grosso merito in questo sviluppo. Tramontata la figura del condottiero che offriva i suoi servigi al monarca, il soldato spagnolo è un dipendente della corona, in costante lotta con la burocrazia per il pagamento del soldo e alla costante ricerca del plauso del re per ottenere gli avanzamenti di carriera. Strumento fondamentale di questa lotta sono i papeles, curriculum vitae redatti dagli stessi soldati (e vidimati dai comandanti, possibilmente di fama) per poter dimostrare i servigi resi alla corona. Poco meno importanti sono i memoriali redatti per confutare le accuse davanti ai numerosi giudici ed inquisitori.

Questi soldati erano ben lontani dall'essere analfabeti: oltre all'ampia produzione di papeles autografi, si riscontra anche una copiosissima produzione di operette di carattere militare, veri e propri manuali per l'istruzione del soldato, che coprivano l'intero scibile dell'arte militare (specialmente la scherma) e che erano destinati ad essere letti anche dai soldati comuni. I in questo l'esercito spagnolo precede di circa 300 anni la pratica statunitense di stampare (durante la seconda guerra mondiale) tutta una serie di manuali (dall'uso delle armi alla prevenzione delle malattie veneree) per compensare la scarsa istruzione marziale delle reclute. Quindi il soldato era abituato a leggere e scrivere proprio dalle esigenze del servizio e vedremo che i contatti con la letteratura "alta" sono multiformi. Lo sviluppo del genere sembra seguire una linea di accrescimento costante, dal più semplice al più complesso. Dalla lista scarna delle proprie imprese lunga poche pagine, alla narrazione barocca in più volumi, compresa di poesie e saggi biografici. Diego Garcia de Paredes è forse il soldato spagnolo per antonomasia; eroe popolare, fu creato cavaliere da Carlo V in persona e venne più volte citato da autori quali Cervantes, Quevedo e Lope de Vega. Prima di morire nel 1533, scrisse una piccola autobiografia destinata ad essere letta dai figli affinché in famiglia restasse il ricordo delle sue imprese. La sua fama era così grande che la Breve suma de la vida divenne un grande successo editoriale. Mentre Paredes è diventato un personaggio letterario, all'opposto sta Pedro Gaytan che non divenne mai un personaggio ma si dilettava di letteratura. Gaytan fu sempre un umile fante e trascorse la maggior parte della sua carriera nel castello di Pizzighettone, data la paga bassa e la famiglia numerosa si ingegnava imponendo il pizzo al mercato locale, per questo venne processato e a sua difesa redasse una Respuesta y defensa; Gaytan è un letterato perché nei lunghi momenti d'ozio del servizio di guarnigione redasse una Storia dell'assedio di Orano e tradusse in spagnolo un poesia di Tansillo.

Quello che limita ancora le "biografie scritte da se stessi" del '500 è il fatto che vennero scritte per un pubblico preciso: la famiglia nel caso di Paredes ed i giudici nel caso di Gaytan. Con il passaggio al secolo XVII si assiste ad un cambiamento, le autobiografie diventano sempre più corpose ed assumono un carattere ricreativo. All'inizio vengono composte perché siano lette nelle noiose serate dal nobile al cui servizio si trova l'autore o di cui cerca la protezione; infine si arriva ad opere pensate per essere pubblicate. Del primo tipo sono le Memorie del capitano Alonso de Contreras e La storia della monaca alfiere di Catalina de Erauso. Contreras scappa giovanissimo da casa per "vedere il mondo", diviene un corsaro al comando dei Cavalieri di Malta (diventando alla fine cavaliere egli stesso), inframmezza la scalata ai vertici militari con avventure amorose (sembra uno stilema l'uccisione della moglie traditrice) e con un periodo di romitaggio, viene accusato ingiustamente di essere il capo dei moriscos e diventa amico di Lope de Vega (la commedia di questi Un rey sin reino è basata sulle disavventure di Contreras), sconfigge Sinan Capudan Pascià ed incontra Sir Walter Raleigh (uccidendone il figlio). Verso la fine della sua vita scrive le sue avventure e le dedica al suo protettore di cui gli preme riconquistare la fiducia. Catalina de Erauso fugge, anche lei, giovanissima dal convento e, facendosi passare per maschio, parte per "vedere il mondo"; finisce in America, dove diventa alfiere e si copre di gloria combattendo gli indios, cerca di darsi al commercio ma finisce inevitabilmente nei guai con la giustizia a causa della sua propensione a sguainare la spada (duella anche a Genova, probabilmente in piazza S.Matteo); nel corso dell'ennesimo duello viene ferita gravemente e decide di confessare la sua vera natura (fino ad allora si era fatta passare per castrato e non aveva disdegnato le avventure galanti con altre donne, purché belle) il vescovo che raccoglie la sua confessione la rinchiude prontamente in convento. Si reca infine in Spagna per chieder udienza a Filippo III da cui riceve una pensione ed il permesso di vivere come un uomo.

Queste due autobiografie sono ancora accomunate da uno stile scarno ma sono gia opere destinate ad un pubblico di curiosi (tutti e due erano famosi), anche se la loro diffusione si basa ancora su edizioni stampate privatamente.

Lo sviluppo si conclude con il commentario di Diego Duque de Estrada; Duque scrive le sue memorie, in più volumi, usando uno stile colto e barocco, con frequenti ammiccamenti al lettore o spettatore (anche se non vennero mai pubblicate). Le sue avventure ricordano quelle del Barone di Münchausen; Duque conosce tutti, è conosciuto da tutti, è un famoso commediografo (anche se non ne è rimasta una) ed un famoso poeta (son sopravvissute delle odi celebrative di una scaramuccia tra spagnoli e turchi). Le sue avventure in Germania durante la Guerra dei Trent'anni sono quasi al livello del Simplicissimus e meriterebbero una traduzione. Non è nemmeno che tutte le autobiografie di soldati siano scritte come romanzi picareschi, esistono anche opere meno rutilanti, valga come esempio quella di Domingo de Toral Y Valdes, il quale descrive le operazioni in Fiandra come fossero quelle della Grande Guerra (alla faccia della rivoluzione industriale) e che finisce nell'Oceano Indiano passando attraverso epidemie, carestie e disastri militari; infine, disgustato dall'incompetenza degli alti gradi decide di tornare in Spagna attraversando da solo il medio oriente. Le avventure di Toral y Valdes ricordano le avventure del Capitano Singleton di Defoe (escludendo qualsiasi influenza, una prova ulteriore della bravura di deFoe come romanziere "verosimile"). Toral y Valdes scrive le sue memorie in Spagna all'età di 34 anni e sembra che stia gia facendo un bilancio della sua vita, una vena di disillusione serpeggia per tutta l'opera.

Infine, degnissimo di menzione, è Jeronimo de Pasamonte, autore di una Vida e travajos e, forse, l'autore del Quijote apocrifo firmato da Alonso Fernandez de Avellaneda. Questa teoria trova conferme nel fatto che Pasamonte e Cervantes servirono nello stesso tercio nel periodo 1571-1573, inoltre nel cap. 22 del Quijote c'è un accenno ad una Vida de Gines de Pasamonte, cioè le memorie di uno dei galeotti liberati da Don Chisciotte.

Henry Newbolt

Italietta sempre più

 

Il Decreto "sicurezza" del Governo aveva permesso l'espulsione di 5 o 6 (sic!) romeni, giudicati pericolosi.

Ma da oggi anche loro potranno rientrare in Italia.

MILANO, 24 DIC - E' tornato in Italia Stefan Chirila, 46 anni, uno dei primi romeni espulsi dopo l'omicidio a Roma di Giovanna Reggiani. L'uomo e' giunto in Italia appena ha saputo che il 'decreto sicurezza' non era stato convertito in legge, e che quindi l'ordine di allontanamento dall'Italia e' decaduto. Nel frattempo fatto cittadino onorario di Motru in Romania: 'prigioniero politico' per aver protestato nel 1981 alla guida di un gruppo di minatori contro la dittatura di Ceausescu.
12月23日

Adolf il cane nazista e la psicoterapia democratica

 
Notizie noachiche
di Maurizio Blondet

Il cane Adolf nella sua casetta prima della rieducazione

Aveva chiamato il suo cane Adolf.
Peggio: gli aveva insegnato ad alzare la zampa in quello che poteva essere un saluto nazista.
Per questo Roland T., un berlinese di 59, è stato condannato a cinque mesi di prigione.
Roland T. aveva avuto un incidente nel 1995, con insulto cerebrale.
Dal 2003 aveva cominciato a dare segni di nazismo, alzando il braccio destro in pubblico e indossando t-shirts inneggianti al passato regime.
Per questo ha subito varie condanne, sospese in considerazione della sua salute mentale.
Ma quando ha insegnato al suo Adolf (un pastore tedesco di razza non pura, di anni 9), non ha avuto più scuse.
In Germania, è reato penalmente perseguibile fare il saluto a braccio alzato, e ancor più insegnare ad altri - siano pure animali - a fare altrettanto.

Adolf lo faceva con la zampa destra, scodinzolando per giunta, dimostrando con questo di non essere pentito delle sue colpe nell'Olocausto, come ogni tedesco deve essere, quale che sia il numero delle sue zampe.
Al processo, Roland T. ha detto di aver chiamato Adolf il suo cane perché era nato nel giorno
di compleanno del dittatore; ha aggiunto che, non potendo più mantenerlo a causa delle forti multe subìte per il suo comportamento, contava di sopprimere Adolf nel giorno del suicidio del Fuehrer.
Rimasto senza padrone, Adolf è stato ricoverato in un canile.
Molti hanno chiesto di adottarlo, essendo diventato famoso su scala locale.
Ma, come ha spiegato la responsabile del canile, Evamarie Konig, la bestia va prima rieducata:
«Lo stiamo riaddestrando a non alzare la zampa anteriore destra troppo in alto. Non vorremmo che venisse adottato per questa sua caratteristica da estremisti di destra».

Frattanto gli hanno cambiato nome: ora si chiama Adi e comincia a dare la zampa, già pronto per una vita di cane democratico.
Tutto questo è accaduto in Germania, dove scarseggia il senso dell'humour.
E forse non c'è niente da ridere.

 
Roland T. e il suo fido cane Adolf compiono il terribile gesto



Ad un corso di rieducazione dovrà sottoporsi anche Marko Perkovic, se vorrà ottenere il visto per l'Australia.
Non si tratta di un cane, se non forse in senso molto metaforico: Perkovic è una rock star molto nota in Croazia, e le sue canzoni pare contengano riferimenti favorevoli al regime Ustascia.
Scritturato per una tournèe natalizia in Australia col suo complesso «Thompson», su invito della locale comunità croata, Perkovic s'è visto bloccare l'entrata dalla Anti-Defamtion Commissione del B'nai B'rith.
Il cui presidente, Michael Lipshutz, ha intimato al ministro dell'immigrazione Chris Evans, di negare il visto a questo «individuo che è un polo d'attrazione per i razzisti e i nazisti».
Grave imbarazzo del ministro, il cui ministero aveva già accordato il visto.
Rapida la soluzione riparatrice: appena sbarcato in Australia, il cantante Perkovic sarà sottoposto ad una seduta psicologica per renderlo cosciente della «natura multiculturale della società australiana» e consigliarlo «di evitare ogni incitamento alla discordia nella comunità».
Si spera così di guarirlo almeno temporaneamente del suo anti-semitismo.
Gli United Croatian Club, il gruppo di croati che ha invitato il complesso «Thompson»,  ha assicurato che veglierà a che Perkovic non si produca  in espressioni anti-ebraiche e in saluti fascisti durante la sua permanenza a Sidney.


Perfettamente rieducato è invece apparso Robert Gates, il segretario americano alla Difesa fortemente sospettato in Israele di essere uno di quelli che hanno promosso la pubblicazione del rappprto NIE («Teheran non ha un programma nucleare militare dal 2003»).
L'11 dicembre scorso, Gates ha partecipato ad una conferenza internazionale a Bahrain, dove ha focosamente fulminato la «minaccia iraniana».
Tale minaccia «persiste», ha detto visti i propositi atomici di Teheran.
Ed è «una minaccia per tutta l'area».
Ragione per cui, ha concluso, tutti i paesi arabi devono premere su Teheran perché abbandoni il suo programma di arricchimento dell'uranio.

A quel punto il ministro del Lavoro del Bahrain, Majid Al-Alawi, ha chiesto a Gates se non riteneva che «anche l'armamento nucleare sionista sia una minaccia per la regione».
Gates ha taciuto per un attimo, e poi ha risposto: «No. Non credo affatto».
La risposta è stata accolta da sonore risate nella sala, riempita da ministri ed alti dirigenti dei governi del Golfo.
Il primo ministro del Katar, shaikh Hamad Bin Jassem Al-Thani, ha replicato: «Non possiamo nemmeno confrontare l'Iran con Israele. L'Iran è un nostro vicino, e non possiamo considerarlo un nemico. Israele sono 50 anni che si appropria di terre, ne caccia i palestinesi e interferisce con la scusa della sua sicurezza, gettando la colpa sull'altra parte».
Abdul Rahman Al Attiyah, il segretario generale del consiglio, ha risposto a Gates: «Non considerare Israele una minaccia alla sicurezza nella regione è segno di una politica di pregiudizio basata sui due pesi due misure».

Un anno fa Gates suscitò le ire della lobby israeliana perché, durante una deposizione davanti al Congresso, per spiegare come mai Teheran poteva cercare di costruirsi una bomba, aveva elencato
i numerosi vicini dell’Iran che sono potenze nucleari: Russia, India, Pakistan e … Israele.
Da allora non ha più parlato della cosa, ed anche a Bahrain s’è riferito al «programma nucleare» israeliano, quasi che fosse Teheran ad avere già l’atomica e non il regno di Sion.
Chiaramente, il corso di rieducazione noachica ha ben funzionato su di lui, come sta funzionando
su Adolf nel suo canile di concentramento.
Sono i ministri arabi, piuttosto, che non appaiono né rieducati né molto ben educati.
Devono ancora lavorare molto su se stessi: Arbeit macht frei.

You'll never walk alone...

 
 
  
 
 
 
  
 
 

When you walk through a storm
hold your head up high
And don't be afraid of the dark.
At the end of a storm is a golden sky

And the sweet silver song of a lark.
Walk on through the wind,
Walk on through the rain,
Tho' your dreams be tossed and blown.

Walk on, walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone,
You'll never, ever walk alone.
Walk on, walk on with hope in your heart

And you'll never walk alone,
You'll never, ever walk alone.

Qualità della vita, Rieti migliora

 
Luci e ombre nel rapporto del Sole 24 Ore. La crisi del lavoro penalizza i giovani: dietro alla Sabina solo province del Sud
 
Balzo dal 71° al 55° posto: soltanto la Capitale è più in alto nel Lazio
 
Un dignitoso piazzamento a metà classifica. Per usare la terminologia calcistica, si potrebbe dire che è un posto da "salvezza tranquilla", magari con qualche speranza di piazzarsi in zona Coppe. Insomma, la conclusione è che, secondo il Sole 24 Ore, a Rieti la qualità della vita è migliorata negli ultimi dodici mesi. A dirlo è appunto l'annuale rapporto del quotidiano economico che mette a confronto le 103 province italiane: Rieti e la Sabina chiudono il 2007 al 55° posto, migliorando di 16 posizioni il 71° piazzamento di un anno fa e finendo a pari merito con Cremona. Le altre province laziali di "pari categoria" stanno dietro: Viterbo (59° posto), Latina (75°) e Frosinone (80°), mentre Roma entra nella top ten nazionale finendo all'8° posto. Detto che il concetto di "qualità della vita" è sempre molto relativo, viene da chiedersi se son davvero tutte rose per la Sabina. Ognuno può farsi un'idea scorrendo le classifiche delle 6 tappe e, più nel dettaglio, dei 36 diversi indici usati per mettere in fila le province italiane. Il primo dato che balza agli occhi è che la performance reatina è sicuramente dovuta alla "tranquillità" della vita a queste latitudini, con un bassissimo tasso di criminalità che nella quarta tappa, quella dell'Ordine pubblico, regala un decimo posto globale. Qui c'è anche il miglior piazzamento dell'anno con un "podio": terzo posto in Italia per minor numero di rapine denunciate ogni 100mila abitanti. Per quanto riguarda le altre voci della sezione non va certo male, visto che Rieti è tredicesima nel Paese per minori rischi in strada (scippi e borseggi) ed è tra le più basse anche per il numero di giovani che vengono denunciati. Le note dolenti arrivano da altri settori, a partire dalle voci della sesta tappa che fotografa il tempo libero. A livello globale Rieti chiude all'83° posto, ma in 3 casi entra nella top ten delle peggiori città d'Italia. Per quanto riguarda l'intrattenimento in generale, con attività culturali e ricreative, la Sabina chiude al 95° posto, mentre per acquisti in libreria e passione per l'arte, contati attraverso l'indice di assorbimento dei libri e l'allestimento di mostre, Rieti si piazza in entrambi i casi al 94° posto: fino a pochi anni fa, tuttavia, era ancora peggio. Leggermente meglio o, meno peggio, va a tavola, con l'indice di enogastronomia di qualità che mette la Sabina al 93° posto. E dire che almeno a tavola la situazione in Sabina non sembra davvero così nera. L'unico picco si registra sulla sportività:, con un onorevole 41° posto al quale si arriva grazie anche a quel primo posto in atletica che sempre il Sole 24 Ore diede qualche mese fa diede a Rieti nella classifica degli sport nelle 103 province italiane. Le note dolenti, però, non finiscono qui. Il punto peggiore, infatti, si tocca con un 97° posto (il che significa che solo 6 province stanno messe peggio di Rieti) nella terza tappa servizi, ambiente e salute alla voce sanità, misurata con l'indice di emigrazione ospedaliera. In Sabina è pari al 19,49%, lontana anni luce dall'1,78% della provincia di Bergamo (migliore in Italia) ma, per fortuna, ancora abbastanza lontana dal fondo classifica del 28,36% di Matera. Una pessima performance bilanciata, all'interno dello stesso settore, dal 7° posto in Italia per numero di classi per i più piccoli, misurate in sezioni infantili ogni mille abitanti. A livello di "pagella ecologica", l'ambiente reatino è al 47° posto in Italia, mentre è al 42° per quanto riguarda il clima, misurato in differenza in gradi tra i mesi più caldi e quelli più freddi. Passando al tenore di vita, prima tappa del viaggio del Sole 24 ore, Rieti ottiene globalmente un 67° posto, arrivando al 67° per ricchezza prodotta e al 59° per i consumi delle famiglie. Positivo o negativo, dipende dai punti di vista, il 24° posto in Italia per quanto riguarda il costo degli appartamenti: la media al metro quadro in semi centro è di 1750 euro. Un po' di più della più economica Caltanissetta, dove per comprare casa servono 1200 euro al metro quadro. Anni luce indietro rispetto ai 5150 euro di Roma, la più cara d'Italia. C'è poi la seconda tappa, quella di affari e lavoro, nella quale Rieti non è certo al top, ma con il 68° posto globale migliora rispetto ad un anno fa. Sotto l'aspetto lavorativo la Sabina è al 59° posto in Italia per ricerca del posto di lavoro e al 66° per percentuale di giovani occupati: in questo caso più che il 70% di giovani occupati, ben lontano dal 90% della capolista Varese, deve far riflettere che a seguire Rieti sono solo città del sud Italia, una zona identificata dal rapporto del Sole come la più avara di posti di lavoro per i giovani. Resta da vedere la quinta tappa, quella dedicata alla popolazione. Rieti resta uno dei posti meno popolati d'Italia: 5° posto con 56,6 abitanti per metro quadro. Impensabile il paragone con i 2632 del fanalino di coda Napoli o anche con i 749 di Roma. Nel rapporto giovani-anziani Rieti è al 66° posto. In conclusione un altro dato che può essere positivo o negativo in base ai punti di vista: Rieti è al 18° posto per quanto riguarda l'investimento nella cultura, con 77,15 laureati ogni mille giovani tra i 19 e i 25 anni.
12月22日

Differenze....

 

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Cervello_femminile

 

 

ridiamoci sù..‏
 
 
Cara, dovremmo risparmiare. Se tu imparassi a cucinare potremmo licenziare il cuoco.
Si caro, e se tu imparassi a scopare, anche l'autista e il giardiniere!!!! 

Sai qual e' la differenza tra un preservativo e una bara? 
Nessuna. 
Tutte e due ospitano un corpo rigido, solo che uno sta venendo e l'altro se ne sta andando!!! 
 
Una vecchietta passeggia con  una gallina sotto il braccio. 
Un tipo la vede e le fa:
oh bella!!
Me la darebbe per 10 euro? 
La vecchietta: Un attimo che poso la gallina...
 

L' appuntato al maresciallo:
'per fare un po' di spazio in archivio possiamo bruciare i fascicoli più vecchi di 10 anni? 
Il Maresciallo:
'Ottima idea, ma per sicurezza fai prima le fotocopie....'

Tra gay:
'Pronto sono Dario, c'é Marco??'
No Marco e' a letto con gli orecchioni!!!
'Che stronzo !!
Poteva anche dirmelo che c'era una festa!!' 

Differenza tra un pipistrello e un pisello:
nessuna!
Si rannicchiano col freddo,
riposano di giorno,
dormono appesi a testa in giù 
e amano le caverne umide..... 

Un giorno non ce l'ho fatta più, ho preso la mia ragazza e le ho detto: 
'Cara, io sto con te perché mi accontento.'
E lei mi ha risposto:
'Io invece non mi accontento:
sto anche con un altro.' 
 
Dio creò la Padania,
poi si accorse dell'errore
e creò la nebbia. 
(Scritta su di un muro di Napoli) 
 
L'Italia e' il Paese dei furbi.
Ieri ero a Roma,
Sono salito su un autobus e ho timbrato il biglietto:
tlictlac. 
Il guidatore si e' girato
di scatto e ha detto:
'Cosa e' questo rumore?' 
(Beppe Grillo) 

Dio creò l'uomo,
gli diede un cervello ed un pene
ma non sangue sufficiente a farli funzionare contemporaneamente. 
 
Adamo va dal Signore. 
Adamo: 'Posso farti una domanda?' 
Dio: 'Dimmi pure figliolo.' 
Adamo: 'Perché hai fatto
Eva così bella?' 
Dio: 'Perché tu la potessi amare.' 
Adamo: 'E allora perché l' hai fatta
così stupida?' 
Dio: 'Perché lei amasse te.' 

Quando di notte soffro d'insonnia prendo dei lassativi. 
Non dormo lo stesso,
ma almeno ho qualcosa da fare. 
 
Il bambino alla mamma:
'Mamma perché la maestra chiama
Roberto Robertino,
Paolo Paolino, Luca Luchino
e a me no?'
La mamma tentennante:
'Lo capirai da grande ... Pompeo!' 
 
Due pipistrelli appesi nella grotta. 
Uno chiede all'altro:
'Qual è stato il giorno peggiore della tua vita?' 
L'altro:
'Quel giorno che mi è venuta la diarrea .' 
 
Una suora per strada: 
'Oh no ... ho pestato
una merda. 
Cazzo ho detto merda. 
Minchia ho detto cazzo. 
Fanculo, tanto non volevo
neanche fare la suora!' 
 
In Giappone è nato un bimbo bruttino bruttino...
han deciso di chiamarlo 
Sushito Nakagata

Qual è il nome più bello per una ragazza? 
Ikea:
è svedese,
costa poco,
te la porti subito a casa e
te la monti in 5 minuti!! 

36  ring  001

12月21日

Che bello er Natale in famiglia...

 
Ebbene si, stanno pe arriva' le feste de Natale...
sò tutti contenti, sò tutti felici... sò tutti più boni...
Invece a me me rode er culo e divento ancora più stronzo, si è possibile.
A Natale te se riempie casa de parenti, zii, zie, cugini, cugine, nipoti, nonni, pro-zii, pro-zie, de tutto, tutta gente che vedi solo pe 2 motivi, le feste o i funerali.
Tocca mettese i cartellini sul petto pe ricordasse i nomi.
Insomma se comincia er 24, dalla mattina appena me arzo, mi madre parte co la tiritera.... scenno, manco me siedo pe fa colazione che parte la lagna...
"Ricordate che er 24 è Vigilia, quindi er 24, PESCE..." me la guardo ancora nel sonno e je dico "A ma' stò a fà colazione, posso magna' li biscotti o nel latte ce devo inzuppà la spigola??"
Insomma, a casa ce stà n'armata de affamati, gente che pare che nun magna da na vita, aspetteno er Natale cor veleno, da metà Novembre stanno a insalatine pe' non rovinasse l'appetito.
Insomma, oramai a casa mia non fanno più la spesa ar dettaglio.
L'anno scorso hanno preso 123 mq de mediterraneo e 83 mq de mar baltico... te dico solo che mi nonna stava pe infarinà e frigge er capitan findus, 'sto cojone stava a passà nello spazio de mare che s'eravamo comprati, lui co' quel cazzo de peschereccio azzurro.
C'è gente che pe magna' conosce i peggio trucchi... de solito a cena dopo un par de portate se slacceno la cinta... mi zio l'anno scorso pe frega' i parenti s'è presentato in tuta: così non comprime e po' magna' de più!
Insomma, la cena scorre, se finisce de magna' ed è l'ora dei regali...
In tutte la famiglie ce sta quella che vole fa l'istruita, pure che ha fatto pe puzza la seconda elementare... e allora senti mi zia che dà er regalo al marito della sorella e je dice... "tieni, un bel CARDIGAN", che mi zio c'aveva paura fosse un cane da riporto del Caucaso, ha aperto col terrore...poi co un sospiro je fa: "ah! un majone coi bottoni... m'ero preso na paura".
Fiuuu! pericolo scampato! Sempre lei è quella che fa i regali impegnati ai nipoti, viene e te fa...: "tieni un bel libro, che la cultura è importante!".
"A zì, sarà pure importante, ma si me regali 'I 3 Moschettieri' che c'ho 45 anni, che cazzo de cultura voi che me faccio..."
Ma la cosa più bella, che va contro tutto quello che viene detto in televisione, so' i regali della nonna. Sò anni che sentimo di che co l'euro tutto è aumentato: quelle che erano 5 mila lire, mo nella nostra mente, sò 5 euro... sì, er cazzo che te se frega...
Mi nonna me regalava 50 mila lire prima, mò uno se aspetta 50 euro... e invece no!! Te se presenta co un pezzo da 20, un pezzo da 5 e 50, 20 e 10 centesimi... te verrebbe da daje na sediata.
Mi nonna è la vera risposta italiana al problema euro!
Poi la gente se ne va a casa, ma er peggio deve ancora da venì.
Er peggio è il 25!
La notte io non ce dormo... so' teso... nervoso... I preparativi per il 25 partono dall'Immacolata. Se riuniscono le donne e se mettono a decide... che famo che non famo... agende co le ricette, puntate registrate della prova del cuoco... poi alla fine se finisce sempre a magna' le stesse cose.
Te alzi la mattina, entri in cucina, e le vedi lì, manco stessero a sperimenta' a fusione a freddo. Appena provi a entra' te fanno "CHE VOI?"... . "Niente, che vojo, un bicchiere d'acqua"...
"NO, mo aspetti..."... manco i Vietcong ereno così.
Poi pare sempre che è successo qualcosa, so tutte co la faccia disperata... Te spaventi, ce stai male e domandi: "che è successo?"...
"Lascia stà..." "...come lascia sta? Vojo sape'! Ahò, se so cose della famija, c'ho il diritto de sapello"... Te guardano co la faccia distrutta... e te dicono "...la besciamella ha fatto i grumi..."...
MA ANNATEVENE A FAN CULO VOI E LI GRUMI!
Da 30 anni, er 25 c'ha er menu fisso... e non solo quello. La cosa peggio che po' succede è il doppio tavolo: uno pei grandi e uno pei piccoli.
Me dava ar cazzo da ragazzino... ma adesso me fa proprio smadonnà...
L'anno scorso se semo ritrovati al tavolo che er più piccolo c'aveva 25 anni... Gente che è annata in guera, gente cò 2 divorzi..., però sempre relegata al TAVOLO DEI PICCOLI.
L'unica cosa è che da 2 anni a sta parte ce danno pure li coltelli.
Poi nel mentre che se magna, noti che er fratello de zio, che er 24 c'aveva la tuta, oggi s'è presentato co la tunica che ha fregato a un lavavetri al semaforo.
Sotto è rigorosamente nudo, che le mutande segano! E c'ha la faccia contenta. Hai capito sì che stratega, er Bonaparte del colesterolo!
Er pranzo finisce, se contano i superstiti, se sparecchia, se lavano i piatti e poi... poi... se gira a tovaja che da bianca diventa verde... se comincia a gioca' a carte! E a che se gioca? a sette e mezzo? NO!
Se gioca a BESTIA! Er gioco dell'infamità, tutti contro tutti.
Er tipico momento arriva co un piatto de na quarantina de euri.
Comanda coppe. Te c'hai er 3 secco.... bussi... sei de mano te senti un leone...bussa solo tu nonna. Te dici.... "nonna me vò bene, m'ha cresciuto, sto tranquillo...", cambi 2 carte. Non t'entrano altre briscole ma t'entra un carico. Un po' de paura ce l'hai, ma ostenti sicurezza. La vecchia non deve intravedere il minimo turbamento in te, so come i cani...sentono si c'hai paura.
Allora parti: lanci er carico a denara. Tu nonna te lo magna col 2 de coppe. Cominci a sudà freddo e te dici "no, non ce lo po ave', no, non me po' dì così sfiga...." E invece che fa? Cala er COPPONE... . Poi co lo sguardo finto dispiaciuto te dice: "Bello de nonna tua è er gioco..."
Butti er 3 smadonnante e lei non contenta butta er 5 a spade, che te c'avevi er 4. Insomma tu nonna t'ha mannato in bestia... 'cci suaa!
A me m'ha fermato mi padre appena in tempo, je la stavo pe da na lamata...
Già me fai i regali pidocchiosi poi te li ripii pure... Poi dici li metti all'ospizio!
Comunque, giocando giocando se fa ora de cena e parte la domanda retorica: "qualcuno cena?" E c'è gente che ancora c'ha er coraggio de dì de sì..... Poi che vordì sta divisione cena-pranzo-cena... Io sò sicuro che l'anno scorso mi zio s'è messo a sede er 24 e s'è rialzato er 2...
Ma alla fine arriva l'ora de salutasse... e la solita manfrina: "Se vedemo troppo poco. Tocca organizza' più spesso..."
Vedi tu nonno che se fa du conti e dice... "Aho' contando che er Natale vie' na volta l'anno, la prossima occasione deve da esse...."
Ed è allora che parte un sonoro "ANNATEVENE UN PO' AFF.... TUTTI QUANTI!"
Che bello er Natale in famiglia...

Dies Natalis Solis Invicti

 

Jul

 Buon Solstizio ed anno nuovo.
Gute Sonnenwende und neues Jahr.
Bon Solstice et an nouveau. 
Buen Solsticio y Año Nuevo.
Good Solstice and new year. 
 
 
Sabato 22 dicembre dalle 7.04 alle 7.09 il Sole entra nella costellazione dell'Ariete:
Solstizio d'Inverno. Primo giorno dell'anno astronomico.
Un augurio particolare a LUIGI e a tutti i prigionieri di questo Stato...
12月17日

Ai caduti per la libertà di Trieste!

 
Ultima Frontiera - Trieste 1953  
 
 
  
  
 
 
Non Nobis Domine - MAS 96 (Il testo adottato é una parte dell'omonima poesia di D'Annunzio) 
 
     
 
 
Non Nobis Domine - Non ho tradito (canzone tratta dall'omonima poesia scritta dal Cap. Gino Bonola del Reggimento Paracadutisti Folgore della R.S.I nell'estate del 1945)
 
 
  
12月13日

Contatti MSN

Il mio Messenger è un casino. L'ho istallato 4 anni fa e ho più di 250 contatti. Mai cancellato nessuno, pure se non ci parlo da mesi. Dato che oggi avevo tempo per fare un pò di pulizia ho pensato ad una soluzione migliore: invitarli tutti come "amici" sul mio penoso Blog. Chi accetta vuol dire che:
a) mi considera veramente un amico/a.
b) ha veramente pietà di me e pur di non avermi più tra le palle accetta di tutto. per la serie "Ok, adesso ho accettato, basta che la smetti".
c) è più sfigato di me
d) ha un animo da crocerossino/a e ha semplicemente fatto la sua buona azione per Natale.
 
Vedremo...intanto ho trovato il modo di snellire il mio messenger...saprò cosa fare con i contatti che snobbano la mia richiesta! ah ah ah
12月2日

Fiamma Tricolore manifestazione a Ponte Milvio

 

  

 

Veltroni...ah ah ah