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November 21 la VERITà SULLA STRAGE DI BOLOGNA...Perché lei è certo dell'innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli? «Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche». Scusi, i palestinesi trasportavano l'esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato? «Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: "Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano"». Dopo le esternazioni sulla strage di Ustica "è stato un missile francese non ad impatto" il Sen. Cossiga riapre un altra vecchia ferita italiana, la strage alla stazione di Bologna dandone la sua personale chiave di lettura e scrivendone le sue verità. Invito a riflettere sul fatto che entrambe le "letture" (Bologna e Ustica - responsabilità palestinesi e francesi) di fatto sollevano i libici ed il Col. Ghedaffi da ogni sospetto di coinvolgimento, coinvolgimento invece ipotizzato da più e autorevoli (Sott.Segr. dell'epoca Zamberletti) parti in base a ben determinati (accordo Italia-Malta del 2 agosto giorno della strage di Bologna visto dai libici come "atto di aggressione") motivi. November 15 www.casapound.org"Ringraziamo vivamente il direttore di RaiTre Paolo Ruffini per averci finalmente dato ragione, dimostrando un'onestà intellettuale fuori comune e andando addirittura contro l'operato dei propri dipendenti." A dirlo è Gianluca Iannone, responsabile di Casa Pound e promotore della passeggiata futurista all'interno della sede Rai di via Teulada.
"Il dichiarare ieri in piena trasmissione che dovere del giornalista è quello di fare informazione e che è assurdo far vedere solo una parte e non tutto ciò che si ha a disposizione, è una chiara critica al programma Chi l'ha visto condotto dalla Sciarelli che ha, appunto, tagliato i video a disposizione senza far vedere tutta la documentazione in proprio possesso." ha aggiunto. "Speriamo quindi che dopo quest'apertura fatta dal direttore il programma possa tornare ad essere superpartes facendo vedere il video completo che dimostra l'aggresione ai danni degli studenti organizzata da esponenti della sinistra extraparlamentare e dei Cobas." Antifascisti contro il popolo a FirenzeQuesta mattina, di sabato 15 novembre, i militanti di CasaPound a Firenze hanno approntato un banchetto per la distribuzione gratuita di pane in piazza degli Acciaioli al Galluzzo. Purtroppo è stato impossibile effettuare una distribuzione completa perché i soliti “democratici” antifascisti hanno ritenuto doveroso impedire la distribuzione del pane ritenendola una provocazione gratuita. Ci pare quasi superfluo ribadire che di gratuito nell’iniziativa odierna c’era soltanto il pane in quanto la manifestazione era mirata a richiamare la popolazione fiorentina sul problema del carovita ed a sensibilizzarla al risparmio economico ed energetico in un momento di grave crisi per l’intero Paese. Ma evidentemente per coloro che hanno impedito la distribuzione, che di politico aveva ben poco e di pratico veramente tanto, era più importante impedire che qualcuno del Popolo agisse a favore del Popolo. Forse proprio il fatto che CasaPound li sta scavalcando in iniziative che dovrebbero far parte del DNA della sinistra, la quale ormai però pensa ai diritti di tutti tranne che delle fasce più povere del Popolo. E così non solo ci è stato impedita la distribuzione del pane ma i manifestanti che hanno lanciato contro i militanti di CasaPound intere cassette di cachi hanno dimostrato chi il cibo lo distribuisce alla popolazione e chi invece lo spreca gettandolo addosso a chi si adopera per alleviare i problemi della cittadinanza. Facciamo anche presente che nella loro cieca rabbia i manifestanti “democratici” hanno anche aggredito una ragazza che niente aveva a che vedere con CasaPound, ma che nelle loro menti obnubilate (evidentemente offuscate per motivi a noi ignoti) appariva una “fascista affamatrice del Popolo”. Inoltre si sono sprecate le minacce all’incolumità fisica del sottoscritto e degli altri militanti di CP presenti in piazza. Queste idiote manifestazioni non ci fermeranno di certo, anzi, sono uno stimolo in più proprio per il fatto che questa è stata l’ennesima dimostrazione che, mentre la nostra organizzazione organizza campagne a favore della categorie meno abbienti, la sinistra ormai se ne sta rintanata nelle sedi di partito, nelle case del popolo e nei centri sociali, pronta ad uscire dalla tana solo per questi indispensabili presidi antifascisti: non solo non fanno più niente, ma intendono impedire anche agli altri di agire, nel nome di un non ben chiarito monopolio del “sociale”. Per la cronaca i 100 kg di pane sono stati donati alla mensa della Caritas di via Baracca a Firenze, anche se ci dispiace per tutti quei cittadini del Galluzzo che, venuti a conoscenza nei giorni scorsi dell’iniziativa, avevano prenotato il pane ma non hanno potuto avvicinarsi perché minacciati fisicamente dai dimostranti. Avremo modo di raggiungere queste persone con una successiva distribuzione gratuita nonostante i prodi “difensori” della democrazia in pericolo. Il Responsabile provinciale di CP Firenze Saverio Di Giulio November 10 Intervista a Davide Di Stefano sul Corriere della SeraDavide e la cinghia "Io combattente figlio di una hippy"Gianluca Iannone - Intervista al Secolo d'ItaliaSecolo d'Italia 6/11/2008 - Di Carla Conti Gianluca Iannone, leader di Casa Pound, ne è consapevole. All’area del centro sociale di destra e ai ragazzi del Blocco Studentesco serve un cambio di passo. Subito. Altrimenti si rischia di finire nella trappola degli opposti estremismi. «A Roma abbiamo dato casa a più di cento famiglie, curiamo case famiglia e orfanatrofi, abbiamo in corso da anni progetti solidali in Afghanistan e raccolte di fondi per il popolo Karen, abbiamo librerie in decine di città, organizziamo convegni e incontri aperti a cui hanno partecipato tanti autori di sinistra, contiamo migliaia di militanti. Non possiamo accettare di essere riportati nello schema del gruppuscolo estremista e violento». Il giorno dopo l’irruzione a via Teulada, raccontata dalla sinistra come un blitz teppistico e da “loro”, quelli di Casa Pound, come una protesta eclatante ma non certo illegale, a Casa Pound è scattata l’operazione-recupero, per uscire da uno schema in cui non si ritrovano. In una settimana siete passati dall’immagine di “bravi ragazzi di destra che animano l’Onda studentesca” a quella dei “soliti fascisti”. Forse era meglio evitare certe azioni muscolari. O no? Via Teulada? Se lo avessero fatto i girotondini, li avrebbero intervistati come eroi. Non mi posso rassegnare a questa doppia lettura. Mi dicano qual è il reato. Scavalcare un tornello? Tirare un pomodoro? Stamattina sono andato alla Digos. Mi sono assunto la responsabilità di tutto. Se ci saranno gli estremi, mi prenderò la denuncia. Ma denuncio pure io. Chi vuole denunciare? Tutti i giornali che hanno scritto che i ragazzi portavano il passamontagna. Gli avvocati sono già al lavoro. Mica è la prima querela: due giorni fa abbiamo chiesto i danni a Beppe Grillo, che nel suo blog ha indicato un nostro dirigente come infiltrato della polizia. Non c’è solo il blitz, ci sono anche le telefonate di minacce a “Chi l’ha visto?”. Minacce gravi, inqualificabili, persino contro le famiglie. Condanno. Assolutamente. Roba da idioti. Ho letto che sarebbero partite da Forza Nuova, non so se sia vero. Non è un mistero per nessuno che con quel gruppo non siamo in buoni rapporti. Casi giudiziari a parte, siete consapevoli del rischio politico che state correndo? Dopo quarant’anni, finalmente sembrava ricucito lo strappo del ‘68, persino la sinistra raccontava con simpatia la piazza che gridava “né rossi né neri, solo liberi pensieri”. Adesso rossi e neri sembrano tornati... L’operazione nasce a sinistra. Sono loro a non sopportare l’idea dell’unità generazionale. La provocazione di Piazza Navona è stata studiata a tavolino. Noi cerchiamo di attrezzarci: non ci muoviamo più senza telecamere. Tutto filmato, in presa diretta, tutto accessibile su internet. Chi vuole, può farsi un’opinione di prima mano su chi sono i violenti e chi i soggetti che chiedono il confronto. Al ministero dell’Istruzione, però, ieri il Blocco non c’era. Come mai? Non l’hanno convocato. Ma è prontissimo ad andare e a confrontarsi. Al Senato, nella delegazione di studenti ricevuta prima dell’approvazione della riforma Gelmini, gli studenti del Blocco c’erano. Dirò di più: la “linea” della nostra componente è molto simile a quella espressa da Giorgia Meloni, che a mio avviso ha preso la posizione più matura sul problema: discutiamo i tagli, ma attenti a non toccare il diritto all’istruzione. Come pensate di recuperare questo profilo “dialogante”? Certo, l’immagine vagamente militarizzata non vi aiuta... Non c’è da nasconderlo, serve un cambio di passo. Da due giorni ne stiamo parlando tantissimo, continuamente. Abbiamo capito dove ci vuole portare la sinistra, all’indietro, nelle vecchie logiche degli opposti estremismi. E non ci vogliamo andare. Magari, un pò meno magliette nere... Il nero va di moda. E le nostre magliette vanno fortissimo, le più gettonate sono quelle con la scritta «Io non prendo lezioni» e «Il Blocco studentesca odia gli stupidi». Magari qualche taglio di capelli diverso dalla testa rasata... Stupidaggini. Tantissimi di noi portano i capelli lunghi. E ci sono un sacco di ragazze, altro che stereotipi “machi”. Magari, lasciar perdere i tricolori avvolti nei bastoni... Mah, mi viene da dire “meglio una brutta denuncia che un bel funerale”. Mica penserete che qualcuno cerchi il morto? Beh, quando vedi le facce dei ragazzi cerchiate di rosso su Indymedia, come bersagli, e i rallenty a “Chi l’ha visto?” che mancava solo il sottotitolo “ecco i nemici”, non è che puoi stare tranquillo. Ma così non se ne esce, non crede? Non dico di andare avanti così. Anzi. Il nostro codice espressivo, quello che vogliamo recuperare, è tutt’altro. Sono le azioni per il mutuo sociale con i palloni aerostatici, la manifestazione nella bolla del “Grande Fratello” che un anno fa ci ha portato migliaia di e-mail di apprezzamento e incoraggiamento. Stiamo riflettendo su qualcosa di bello, solare, rifiutiamo di farci schiacciare nei fotogrammi che ci mostrano come una banda di invasati. Qualche anticipazione su questo “qualcosa di bello”? Prima mossa. Una dibattito sull’emergenza abitativa a Roma, in una sala comunale. Ci sarà Luca Gramazio ma abbiamo invitato anche Andrea Alzetta, detto Tarzan. Spero proprio che ci sia, poi vediamo come finiscono gli opposti estremismi... |
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